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La newsletter della settimana

07/01/2019

Anno 16 - Numero 450
Albert Einstein e la corsa

lunedì 7 gennaio 2019

Riprendo con la spedizione delle newsletter, e siamo a quota 450. Non male.

Sono aperte le iscrizioni allo Stage Lago di Garda (dal 21 al 24 febbraio 2019), primo stage della stagione 2019. Per info scrivi a Ilaria.

Con la speranza che questa news ti stimoli a considerare le situazioni da diversi punti di vista, ti auguro buona lettura.

Orlando

P.S.: Se non vuoi più ricevere mie comunicazioni, clicca sui link di disiscrizione alla fine della mail. Qualora cambiassi idea, potrai ripristinare in ogni momento la ricezione della newsletter cambiando l'impostazione dal tuo profilo del sito. Per info scrivi a pizzolato@orlandopizzolato.com

Albert Einstein e la corsa

Come ho avuto modo di riferire in altre occasioni, da quando ho letto la dispensa “Steps beyond”, il mio approccio alla corsa – dal punto di vista metodologico – è cambiato perché gli articoli che erano riportati avevano un “taglio” diverso. Venivano trattati gli eventi fisiologici della corsa da un punto di vista delle neuroscienze, un mondo per me nuovo, ed è stato facile interessarmi, e soprattutto appassionarmi.
Ogni giorno leggo articoli specifici e la mia ricerca continua.
Ora sono meno interessato agli articoli che riportano gli allenamenti di un certo atleta (ultimo è il caso di Jacob Ingebritsen): la metodologia è un aspetto molto soggettivo e quindi i numeri riportati nelle varie tabelle di allenamento sono poco “impressionanti”, e spesso rilevano dati parziali di un corridore che va forte. Poco si sa, invece, di come fosse la situazione dell'atleta in generale.
Ad ogni modo, guardare agli allenamenti con la visione che viene prospettata dalle neuroscienze mi fornisce risposte diverse da quelle classiche, che sono basate sui modelli energetici. Certo, la fisiologia di un corridore non cambia e si devono pur sempre allenare cuore, muscoli, substrati energetici eccetera, ma questi elementi sono le conseguenze degli stimoli del “software”.

Anche le mie letture generiche sono cambiate, perché le neuroscienze portano ad argomenti disparati. In una di queste ho trovato un aneddoto che mi ha colpito molto perché si accosta alla mia situazione, ed è riferito ad Albert Einstein!

In occasione dell'esame di fine anno che dovevano fare gli allievi del Professore all'Università di Oxford, il suo assistente gli fece notare:
“Dottor Einstein, il compito che ha appena dato agli studenti di fisica non è identico a quello che ha dato alla stessa classe un anno fa?”
“Sì, sì” rispose Einstein. “E' proprio lo stesso”.
“Ma Dottor Einstein” riprende l'assistente “Com'è possibile?”
“Beh” rispose Einstein, “sono cambiate le risposte ”.




ATTENZIONE:
I commenti sono molto graditi, ma ti prego di non usare questo spazio per fare domande. Non è un servizio di consulenza ed è veramente difficile per Orlando fare fronte alle numerose richieste che arrivano dalle pagine del sito, dalla bacheca, dal blog, da Facebook, Twitter, telefono, email...



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Commenti

Plasticità Neuronale e Endogenesi

In questi ultimi 10 anni le Neuroscienze hanno avuto uno sviluppo molto poderoso e i risultati si vedono nelle prime applicazioni dell'intelligenza artificiale. Principalmente due sono le scoperte che hanno dato un impulso importante: la "plasticità neuronale" (la capacità del cervello di modificare i sistemi di neuroni legati fra loro per essere più funzionali, per esemio, nell'apprendimento) e la "Neurogenesi" (il cervello continua a creare dei nuovi neuroni, anche se in modo minore e in una parte particolare del cervello). Quindi il cervello, che si credeva essere formato una volta per tutte invece si modifica e si riorganizza (riorganizza le sue reti di neuroni) in base anche alle emozioni e al nostro apprendimento... se si aggiungono anche le recenti scoperte della Endogenesi (è stato scoperto che il nostro codice genetico puo' modificarsi in base a delle situazioni di forte stress che si vivono) si possono solo intuire i campi di applicazione possibili (migliori spiegazioni del comportamento umano, nuove tecniche recupero da traumi, ... e anche nuovi modi di allenarsi). Caro Orlando, nei prossimi dieci anni ne vedremo delle belle.
Un saluto da Paris

Paolo A.08/01/2019 01:31:59

condivido

Non si può insegnare se nello stesso tempo non si apprende (Pier Paolo Pasolini, 24 aprile 1975)

nicola10/01/2019 20:01:38


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