Running Service - Allenamento, tabelle e corsa - Winning Program S.a.S.

Per tutti quelli che amano correre

Tutta l'esperienza e la passione di una vita di corsa.
Io apro le strade che gli altri percorrono

La newsletter della settimana

12/02/2024

Anno 21 - Numero 551
Vai con il lattato

lunedì 12 febbraio 2024

Stages di allenamento: concluso lo stage a Peschiera del Garda (qui le foto), stiamo raccogliendo le iscrizioni per quelli di giugno, luglio e agosto. Qui il calendario. Se vuoi informazioni e prezzi, scrivi a Ilaria.

Sezione viaggi:
Continuano le prenotazioni per New York a ritmo serrato, si prevede esaurimento con grande anticipo come già successo per Londra, Berlino e Chicago.
Sono ora aperte le prenotazioni anche per la mezza dei parchi di Londra del 13 ottobre e della maratona e mezza maratona di Amsterdam del 20 ottobre.

Per tutti gli eventi manda una email a Anna.

Buona lettura
Orlando

Vai con il lattato

Di esperienze tecniche con i podisti amatori ne ho fatte parecchie in 32 anni di personal trainer, e di situazioni particolari ne ho sperimentate tante, molte delle quali mi hanno stimolato a fare approfondimenti per capire meglio specifici aspetti riguardanti essenzialmente gli amatori.
Un'ulteriore esperienza ho potuto viverla lo scorso week end, in occasione dello stage di Peschiera dove, per la prima volta, ho proposto un allenamento con il controllo della concentrazione del lattato. Si trattava di correre 10/12 km al ritmo della corsa media (in relazione al proprio livello di efficienza aerobica), definito dal test VAM/Conconi svolto in pista il giorno precedente. Durante la prova erano previsti 2 controlli del lattato, al 2° e alla fine (10° o 12°km). L'obiettivo era di verificare la capacità di mantenere l'andatura della corsa media - un impegno fisiologico non rilevante visto che tale velocità si dovrebbe mantenere per un paio d'ore - senza che ci fossero alterazioni fisiologiche evidenziate da una variazione della concentrazione del lattato.
Di base, la maggioranza dei podisti ha evidenziato una buona stabilità della concentrazione del lattato tra i due prelievi, ma l'analisi dei dati ha messo in luce situazioni molto particolari che mi hanno un po' disorientato. Podisti adeguatamente allenati alla resistenza hanno corso con valori ben superiori a quelli presunti: da quanto riportato in letteratura mi aspettavo che al primo controllo la concentrazione del lattato fosse di 2 mmoli (millimoli), e invece alcuni avevano concentrazioni vicine a 5 mmoli senza che l'impegno respiratorio evidenziasse uno sforzo di tale livello. A queste concentrazioni i "normali" corridori respirano affannosamente. Due podisti invece, poco allenati, hanno evidenziato valori ben sotto la norma (1,5mmoli) - come fossero corridori di alta efficienza aerobica, ma uno aveva una respirazione molto alta - che mi avrebbe portato a pensare a ipotetici valori di 8-10mmoli. L'altro, anche lui senza specifici adattamenti, ha mantenuto valori molto bassi fino alla fine, come uno sforzo pari alla corsa lenta.
In definitiva, tante idee che mi sono fatto leggendo ricerche specifiche sono state smontate da questi dati inattesi. Affermo spesso che in fisiologia "uno più uno non fa due" proprio perché nel corso della mia carriera ho verificato situazioni tecniche particolari che esulano dalle aspettative basate sulle conoscenze teoriche. E anche con questa esperienza del controllo del lattato, ho verificato che ciò che pensavo non è stato in linea con i dati "del campo". Di conseguenza, dovrò approfondire e chiarire questi miei dubbi, e chissà a quali conclusioni arriverò.

orlando

P.S.: Se non vuoi più ricevere mie comunicazioni, clicca sui link di disiscrizione alla fine della mail. Se clicchi per errore, fallo presente con una mail indirizzata a pizzolato@orlandopizzolato.com




ATTENZIONE:
I commenti sono molto graditi, ma ti prego di non usare questo spazio per fare domande "a tappeto", e soprattutto personali. Non è un servizio di consulenza ed è veramente difficile per Orlando fare fronte alle numerose richieste che arrivano dalle pagine del sito, dalla bacheca, dal blog, da Facebook, Twitter, telefono, email...



Allegati

Commenti

Vale la pena seguire i norvegesi?

Sono curioso di capire anche io quanto il controllo del lattato in allenamento dia i frutti che tutti vediamo negli atleti norvegesi.

sandro7211/02/2024 13:22:09

statistiche

forse il numero di soggetti campionati è ancora troppo piccolo per avere un'inferenza statistica e tramite la quale si rientrerebbe nell'atteso?
ti sei trovato di fronte a delle situazioni fuori dalla norma che in natura sappiamo esistere?

andreadugato12/02/2024 08:13:53

Vale la pena seguire i norvegesi, risposta

Credo che poter controllare il parametro del lattato sia un modo corretto (forse "ottimale";) per approfondire il profilo fisiologico di un podista.
Non è più sufficiente usare la frequenza cardiaca come parametro di impostazione e controllo del carico, anche se è sempre un elemento molto utile.
Anche i ritmi di corsa, in senso assoluto, non sono elementi molto affidabili per individuare il carico interno.
Il controllo dei valori del lattato consente invece di individuare con maggior affidabilità entro quali livelli il podista ha un maggior rendimento, ma soprattutto la minor efficienza, e quindi su come orientare gli stimoli per migliorare questo "anello debole".

orlando12/02/2024 08:44:45

Statistiche, risposta

Io credo che in questo ambito contino essenzialmente gli aspetti individuali perché si rilevano caratteristiche soggettive e quindi molto specifiche del profilo fisiologico del singolo podista.
Con la possibilità di controllare il lattato su vari soggetti ho verificato che quanto riportato appunto in letteratura, nella quale si fa molto spesso riferimento ad atleti di alto livello prestazionale, ci sono situazione diverse (molto probabilmente per effetto dei maggiori adattamenti fisiologici) ed è sull'individualità che ci si deve concentrare per ottimizzare il potenziale di un soggetto.

orlando12/02/2024 08:49:51

Valori medi e curva di dispersione

I parametri fisiologici sono spesso il combinato disposto di molti fattori confondenti e non facilmente riconducibili esclusivamente al fitness aerobico relativo tra individui diversi (storia, genetica, stile di vita, condizionamento, salute, ecc ecc).

Forse i dati di lattato mantengono una loro maggior coerenza in termini differenziali (di carico interno) rispetto ad uno stesso atleta amatoriale nel corso del tempo.
Ma molto meno tra atleti con dispersioni di valori rispetto a medie statistiche su grandi campioni.
Un po’ come i modelli di predizione FCmax teorica che nella pratica falliscono spesso a predire FCmax del singolo individuo, anche se in “media” sono abbastanza affidabili.

Credo che il test del lattato vada in questo solco, ovvero del training di estrema precisione per il carico interno del singolo individuo, dove i valori sono specifici e non necessariamente comparabili tra atleti diversi.

Come sappiamo, le soglie standard a 2mmoli e a 4mmoli sono un po’ come le medie del pollo, c’è chi le ha molto più alte e chi molto più a basse.

Infine in alcuni casi, per atleti poco allenati, i ritmi desunti da test VAM possono confondere se il fattore limitante la prestazione non è tanto il consumo di ossigeno ma la forza muscolare. Infatti se avviene prima il cedimento muscolare, la frequenza non salirà più di tanto perché la domanda di ossigeno non sale. Quindi si rischia una sottostima della velocità alla soglia aerobica, perché il punto di deflessione della curva (FC San/V San) e’ anticipato a causa dell’eccessivo affaticamento muscolare (cedimento/scadimento). In linea puramente teorica, potrebbe essere stato il caso dell’amatore poco allenato che correva a 1.5mmoli

Marcello12/02/2024 08:50:31

Lattato

Sono d'accordo Orlando io credo che nella corsa c'è sempre da sperimentare se il mondo cambia, cambiano anche le persone si modificano in continuazione ,sia sotto l'aspetto muscolare che organico, l'alimentazione e la vita meno attiva agevolata dal benessere ci porta a generare degli aspetti che con l'esperienza e la competenza si potranno avere delle risposte sicuramente interessanti..

mistercamp12/02/2024 12:08:15

fenotipi

Analisi molto interessante e come sempre mi colpisce la tua umiltà. Rarissima e propria delle persone molto intelligenti. Anch'io "studio", purtroppo solo empiricamente. Da anni ho notato alcuni podisti (rari) che in gara mi corrono a fianco con un incredibile impegno respiratorio. E non all'inizio ma nelle fasi centrali o finali di gare sui 7/8/10 km. Dopo circa due km riducono un po' la velocità e li distanzio ma mi arrivano dietro di poco. Per me è impossibile, posso correre con elevate frequenze respiratorie per 200 metri poi devo assolutamente decelerare. Anche quando sono in "soglia" e corro un diecimila al top della forma e al massimo delle mie possibilità buttandomi per terra all'arrivo, sfinito, non corro con elevato impegno respiratorio se non magari per l'allungo finale. Esistono probabilmente dei "fenotipi" di corridori e credo che l'AI, buttando dentro (correttamente) decine di dati di centinaia di podisti evoluti o professionisti potrebbe aiutarci a superare il modello "lattato + frequenza cardiaca" che risulta essere assolutamente insufficiente in modo da tailorizzare l'allenamento di ogni corridore.

nicola.avigni13/02/2024 19:51:32


Adeguamento normativa sulla privacy

Info privacy *
Ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) Ex D.Lgs. 196/2003 acconsento al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità previste per legge
Leggi l'informativa privacy