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La newsletter della settimana

13/09/2021

Anno 18 - Numero 505
Maratona e costo cardiaco

lunedì 13 settembre 2021

Riprendiamo le newsletter tecniche dopo la pausa estiva, e parliamo di “costo cardiaco”, utile per valutare se la preparazione è adeguata per le lunghe distanze.
Ultimi giorni per non mancare l'appuntamento con l'ultimo stage dell'anno nella splendida Val d'Orcia, in Toscana: ancora qualche posto disponibile.

Buona lettura!

Orlando

Maratona e costo cardiaco

Si dice che la crisi del maratoneta si presenta dopo i 30 chilometri di gara. C'è chi afferma sia il 32° km il punto critico (sono gli anglosassoni che danno questo riferimento perché per loro corrisponde al numero tondo del 20° miglio). Altri indicano il 35°km come punto di cedimento, ma qualsiasi distanza che si avvicina alla fine della maratona rappresenta il cedimento, il tanto citato “muro del maratoneta”.
La causa del drastico calo di rendimento può essere imputata a vari aspetti: essenzialmente è l'esaurimento energetico a determinare la sensazione di forte stanchezza e appesantimento muscolare. Anche il ridotto adattamento strutturale fa perdere efficienza. Un gruppo di ricercatori, un pool di fisiologi francesi e spagnoli, ha fatto delle ricerche più accurate seguendo un consistente gruppo di podisti amatori con un primato compreso tra 2h30 e 3h40'. Tra questi ne sono stati selezionati 225 perché, durante il periodo di studio, avevano evidenziato una caratteristica particolare: una marcata deriva della frequenza cardiaca. È risaputo che l'andamento delle pulsazioni sotto sforzo è destinato a crescere durante lo sforzo, ma per i soggetti adeguatamente allenati, anche se si evidenzia una deriva delle pulsazioni, il rendimento non cala. Ciò è determinato da vari aspetti: progressivo consumo di glicogeno, disidratazione, aumento della temperatura corporea, scadimento della meccanica di corsa, aumento della sofferenza muscolare. Pur in presenza di questi sfavorevoli aspetti, i maratoneti riescono a mantenere piuttosto costante il rendimento (velocità di corsa).

Nei 225 maratoneti era stato evidenziato non solo una evidente deriva della frequenza cardiaca, ma anche un crescente costo cardiaco. Questo dato si ricava dividendo le pulsazioni al minuto con la velocità di corsa. I 225 maratoneti selezionati evidenziavano un costo cardiaco che aumentava già dal 25°km. Questo particolare aspetto fisiologico è stato considerato come il preambolo del cedimento fisico e quindi dell'imminente crisi. I corridori in questione erano stati denominati “faller”, quelli che vanno inesorabilmente incontro ad un rilevante calo di rendimento.
Pertanto, alla luce di queste considerazioni fisiologiche, prima di affrontare una maratona conviene testarsi. Chi pensa sia sufficiente avere svolto i classici “lunghissimi” di 35-38km rischia di avere una visione parziale delle proprie capacità di maratoneta. Neppure una seduta di 30km al ritmo maratona è garanzia di successo in maratona. Il punto critico fisiologico potrebbe essere imminente anche dopo queste prove se non si ha il controllo della propria efficienza. Non è sufficiente aver percorso una specifica distanza; è necessario metterla in relazione con i fattori fisiologici correlati allo sforzo. In base alle indicazioni dei ricercatori, conviene identificare il proprio costo cardiaco e, una volta identificato, si deve tenerlo a riferimento nel corso della preparazione.

orlando

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Allegati

Commenti

Come si calcola il costo cardiaco?

Come si fa a prendere in considerazione il costo cardiaco in allenamento?
Come si calcola?

james7312/09/2021 18:23:39

R: Come si calcola il costo cardiaco?

Dal testo "Questo dato si ricava dividendo le pulsazioni al minuto con la velocità di corsa". Ma il dato che si ottiene deve essere costante per tutta la maratona? Quale sarebbe la percentuale di variazione consentita? Sarebbe utile avere un "metro" di riferimento sia di un top runner, sia di un amatore "evoluto" che di un amatore "classico".

Luca Piazza12/09/2021 21:27:09

Calcolo del costo cardiaco

Come ho indicato nel testo, il costo cardiaco si calcola dividendo le pulsazioni al minuto per la velocità di corsa.
Per esempio, se corro con 170 battiti al minuto alla velocità di 15km/h, il costo cardiaco è di 11,3 (170:15).

orlando13/09/2021 09:58:02

Calcolo del costo cardiaco 2

Molto difficilmente (credo che sia impossibile) il costo cardiaco rimane costante per tutta la maratona perché c'è sicuramente una variazione dei due elementi che lo compongono: a) la FC non rimane costante, b) il ritmo varia (cala o aumenta).
Non c'è una percentuale specifica di variazione: più è basso lo scostamento dei due parametri (FC e velocità di corsa), minore è il costo cardiaco e ciò è un vantaggio.
Più che il discostamento dei valori, che come indicato prima è praticamente impossibile che rimangano fissi (FC e velocità di corsa), ci si dovrebbe concentrare sul tempo in cui aumenta il costo cardiaco
Nello studio dei ricercatori è stato messo l'accento sui "faller" - quelli che evidenziano un aumento del costo cardiaco già dal 25°km. Il miglioramento dell'efficienza aerobica e meccanica, e quindi del rendimento, è dato dal fatto che il costo cardiaco rimanga costante a lungo.

orlando13/09/2021 10:21:55

Calcolo

Chiarissimo, grazie Orlando

james7313/09/2021 16:00:00

tecnologia

Quindi, magari ci sarà già, si potrebbe averlo costantemente a portato di polso, sarà sufficiente che qualche brand di cardiofrequenzimetri implementi anche questo ulteriore parametro d'allenamento avendo già i due fattori di calcolo.

Andrea14/09/2021 17:23:35

Tecnologia

Certo. Penso che sia una funzione utile e vantaggiosa. L'aspetto critico è l'affidabilità dei dati perché i cardio senza fascia rilevano spesso valori non coerenti e per questo il podista può essere disorientato.

orlando15/09/2021 08:04:29


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