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06/12/2018

Il racconto di Giuseppe - Dialogo tra scarpe

RUNNERS&WRITERS
Anno 7 - numero 177
Giovedì 6 dicembre 2018

Dialogo tra scarpe

Eccole finalmente tutte insieme! Non capita spesso: quelle da pista (le prime a sx) sono sempre a casa e così succede spesso anche a quelle da gara (Saucony blu) che però ogni tanto rimangono al Sincrotrone per qualche ripetuta più impegnativa o per testare il ritmo gara. Le Salomon da Trail (le prime a dx) invece vivono tutto l’anno sotto l’armadietto del Sincro, per essere usate nei percorsi più accidentati. E poi ci sono le più “vagabonde”, le Nimbus rosse: spesso al Sincro, ma nei weekend a casa, per l’allenamento lungo o di scarico domenicale, oppure viaggiano in trasferte di lavoro o in vacanza, in zainetti o bagagli a mano, o anche “sciolte” nel baule della macchina.
Stasera però sono tutte riunite…siamo a fine stagione e come dei parenti che si ritrovano per il pranzo di Natale, quasi mi immagino i loro dialoghi:
Salomon: “Com’è andato poi quel famoso 3000 in pista quest’estate?”
Brooks: “Non me ne parlare…un caldo terribile, la paura di gareggiare, la tensione…. e alla fine un tempo un po’ deludente … però ci siamo rifatti con una bella campestre a Novembre! Lì sì che si volava! E tu invece? E’ un po’ che non ci si sente…”
Salomon:”Bene, ho corso poco, ma ci siamo divertiti! Al Duathlon dei Leoni quest’anno ha piovuto come al solito ma il terreno non era male e si correva bene! E poi per me forse la stagione non è ancora del tutto finita, domenica potrebbe scapparci La Cavalcata Carsica… Ehi ma guarda chi c’è… Allora questa mezza? C’è scappato il PB eh?”
Saucony:”Sì alla fine abbiamo limato ancora qualcosina, grande sofferenza ma tanta gioia non solo per il risultato ma soprattutto per come abbiamo corso! Ma come non ricordare il grande scoppio a Vienna ad Aprile?!… lì veramente le gambe prima ancora di arrivare a metà gara sono entrate in sciopero: niente da fare! In quei momenti ti tocca trotterellare…così…come facevi anni fa… con grande umiltà… eh sì, perché la corsa è un’insegnate a volte molto severo! Ma a proposito di insegnanti, è servito questo stage con Orlando?”
Nimbus:”Ah guarda, quest’anno abbiamo corso in montagna e al mare, sotto zero e a 40 gradi, ma sicuramente la settimana in Val di Non rimane un ricordo indelebile: una settimana dedicata interamente alla corsa! Ed è stato bello condividere l’esperienza con altri nuovi amici, legati dalla stessa passione, il tutto condito dagli stupendi racconti e aneddoti di Orlando. È veramente capace di trasmettere quella passione per la corsa che si esprime non solo ad altissimi livelli ma anche e soprattutto qui sulla terra ferma, nel quotidiano anonimato, nella salitella dietro casa o nelle ripetute solitarie in bosco o nei lunghi cittadini prima dell’alba. Eh sì, ne abbiamo fatti di chilometri e di molti rimane il ricordo, anche solo un’immagine o una sensazione. Come quei chilometri corsi da soli, con le cuffiette nelle orecchie e i pensieri che vagano a volte leggeri come le gambe ben allenate, a volte pesanti come i muscoli indolenziti …. Ma il ricordo va anche ai tanti chilometri corsi in compagnia, a quel rito della pausa pranzo coi soliti compagni, dove le pietanze sono corse rigeneranti o medi allegri, con contorno di sali-scendi e una spruzzatina di imprecazioni varie. A volte il menù prevede ripetute impegnative, dove ci si incita a vicenda, già nel riscaldamento, prima a parole, ma poi solo con la sguardo perché il fiato non c’è più…ma il dessert in quei casi è quel sorriso compiaciuto di chi ha combattuto una battaglia e n’è uscito da eroe. Non si tratta di performance cronometriche da Olimpiadi, e l’impresa è tale solo per chi l’ha vissuta. È percepita solo da chi ha condiviso quel sudore, da chi ha visto nel viso del compagno lo specchio della propria fatica e della voglia di non mollare. E questo è un segreto che non si può raccontare, e che giorno dopo giorno, si stratifica e si trova un posto nella memoria di ognuno, rappresentando negli anni un tesoro prezioso di emozioni e di ricordi.”


altri racconti di Giuseppe:
Il racconto di Giuseppe - La balistica del podista

Giuseppe Penco

Sono Giuseppe e ho iniziato a correre grazie ad un amico e collega 8 anni fa, per i sentieri del Carso triestino che circondano il laboratorio di Trieste in cui lavoro. L’inizio e’ stato cauto ma vivendo a Trieste da 10 anni il primo obiettivo e’ stato partecipare alla mitica Bavisela: una mezza-maratona che parte dal castello di Duino e percorre la panoramica costiera triestina, passando dal Castello di Miramare e finendo nella spettacolare piazza Unita’. Un’esperienza unica! Da allora le uscite sono diventate sempre piu’ frequenti, e la corsa e’ diventata una passione e un'abitudine quasi giornaliera, un rito da condividere con gli amici corridori ma anche un momento per raccogliere i pensieri o ricaricare le energie.



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