Running Service - Allenamento, tabelle e corsa - Winning Program S.a.S.

Per tutti quelli che amano correre

Tutta l'esperienza e la passione di una vita di corsa.
Io apro le strade che gli altri percorrono

marzo 2010

12/03/2010

Il sesso del mio pc

Il computer è il mio strumento di lavoro. Penso che dentro questa scatola scorrano ad una velocità supersonica milioni di dati. Li immagino precipitarsi all’impazzata tra microscopici fili alla stregua di automobili che percorrono intricate circonvallazioni cibernetiche. Tutto procede bene se ogni bit rispetta le proprie indicazioni di viaggio. Ogni tanto però si verifica qualche intasamento dati, e lo avverto quando il PC rallenta il lavoro per riservare energie a riordinare l’ingorgo cibernetico, alla stregua di un vigile etereo che tenta di sbrogliare l’ostruzione. Per far fluire i dati ogni tanto faccio un reset a tutta la “scatola”, e mi sembra che il traffico dei bit riprenda a fluire come se tra i fili fosse stata data una passata di sciolina.
Lo so che nella scatola grigia le circonvallazioni cibernetiche non sono costituite da fili, ma a me piace ancora immaginare che i bit, anche se infinitamente microscopici, siano visibili, toccabili; insomma che abbiano una loro fisicità e - perché no - che si possa persino distinguerli. Come?
So che ci sono bit maschio e bit femmina. Non ci credete? Ogni giorno sul mio PC lavoro per tante ore davvero e di dati me ne intendo, eccome, tanto che con loro ci parlo anche.
La confidenza che mi permetto di tenere è tale che mi consente di distinguere persino il sesso dei bit. Non è ovviamente una distinzione fisica. I bit passano così velocemente che non riesco a capire come sono effettivamente fatti, specialmente se transitano in gruppo. Se fossero a colori sgargianti sarebbe tutto sommato semplice distinguerli, un po’ come i bambini che escono dalla scuola materna, ma hanno tutti la stessa tonalità grigioverde, piuttosto scura, quasi nera, quel colore che il concessionario che ti sta vendendo l’auto ti dice che è “nero petrolio”!
Ad ogni modo, con l’abitudine si fa l’occhio (esperto) e seppur nell’insieme, riesco a distinguere i maschi dalle femmine. Ma a guidarmi per capire il loro genere è la mia relazione con loro.
Con i maschi si lavora con una certa forma, un po’ di rigidità, a compartimenti stagni. Per andare d’accordo si devono rispettare per forza le regole, i principi, la logica. Insomma, un certo rigore lo sento. E’ tipico del sesso maschile, e non c’è verso di discutere: il bianco è bianco, ed il nero è nero. Nessuna sfumatura. Uno più uno fa sempre e solo due.
Con i bit femminili non è proprio così: il rapporto è più morbido, malleabile (e che piacere saperlo gestire), si lascia circuire e corteggiare ed è un piacere farlo, ma ci vuole pazienza ed anche un po’ di “savoir faire”.
Sebbene la differenza tra i due sessi sia sostanziale, non posso affermare che preferisco gli uni agli altri, o che lavoro meglio con i maschietti rispetto alle femminucce. Tutto sommato le soddisfazioni me le garantiscono entrambi. Posso dire che i maschi sono più produttivi perché rigano dritto, mi danno subito ciò che voglio e non c’è margine per trattare. In questo trattare mi servono davvero tante energie per far sì che ogni cosa vada al posto giusto. Preferisco pertanto avere a che fare con loro quando sono più riposato, in modo che le disposizioni che impartisco siano rispettate ed equilibrate.
A fine giornata mi riservo però il piacere di flirtare con il bit dell’altro genere, il femminile. Sebbene sia stanco ed il tempo piuttosto limitato (i maschi a volte sono invadenti e spesso superano lo spazio loro riservato), quando cambio interlocutore mi sembra di ritrovare energie. Dall’impostazione rigida passo ad un approccio più disteso, rilassato, sento di aver la possibilità di esprimermi, di dire la mia. Il gioco si fa gradatamente più dolce perché ho tutto lo spazio per agire, come se dovessi attraversare una bianca distesa di neve immacolata nella quale ogni mio passo lascia un segno. Dapprima mi muovo con esitazione, faticando ad orientarmi, ma una volta preso il ritmo, procedere con l’orizzonte libero è come scoprire una terra senza confine.
Insomma, le parole sono davvero più gentili ed affascinanti dei numeri. Senza questi ultimi il mio lavoro sarebbe meno produttivo, ma senza le parole le giornate le sento più vuote. Chissà se un giorno, non tanto remoto, possa equilibrare il mio rapporto con i due tipi di bit.
E, perché no, giungere a ridimensionare i numeri per flirtare con le parole.


Orlando



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Commenti

bit bit

In un certo senso hai centrato il problema, il digitale è composto da bit, il bit può avere solo un valore: '1' o '0', e si completano a vicenda visto che interponendoli in diverse combinazioni formano parole e numeri, non esisterebbe il pc funzionante solo con bit '1' o viceversa, si bloccherebbe tutto, e neanche un tuo reset risolverebbe il problema; la similitudine si trova nella nostra società, che se ne voglia a dire, un mondo di soli uomini o solo donne non andrebbe molto avanti; appurato questo però, resta solo un dubbio, nei bit '1' e '0' qual'è il maschio e qual'è la femmina, io una certa idea ce l'avrei ma meglio che non la dica, risulterei troppo maschilista, quindi, a voi la palla ;-)
Ciao, Steve.

Public12/03/2010 15:59:01

Riprendi!!!

A Orlando, non pensi sia ora di riprendere a correre!

Ciao Federico

Public12/03/2010 18:24:20

CORRI,CORRI,CORRI,CORRI

Concordo con Federico........torna a correre.

Ciao Emiliano

Public12/03/2010 19:36:13

bit maschio e bit femmina..di corsa!!!

versione dualista...taoismo, bianco e nero, yin e yang....
mi sembra di capire che se sostituiamo ai bit dei neofiti della corsa vedo un allenatore e la sua squadra di atleti, maschi e femmine...
non conosco gli aspetti che caratterizzano l'universo femminile dal punto di vista della corsa... ma nella corsa io mi sento così:
"...si lavora con una certa forma, un po’ di rigidità...si deve rispettare regole, principi, e logica...insomma un certo rigore; uno più uno fa sempre e solo due"...
enrimil

Public13/03/2010 19:52:26

Pc assassino

L'hai ammesso, sei troppo vicino al pc, di conseguenza come succede spesso, due cose troppo vicine si toccano. Sei diventato poetico, sentimentale e ti sei innamorato. Fermati, esci, respira a fondo e.....corri, corri, corri. Non vogliamo perderti.

Public15/03/2010 10:10:30

Ti prego...

...se fai uso di sostanze, sicuramente ne hai trovata una buona!
E allora condividi, non tenerti tutto per te!

E se non è così, allora concordo con gli altri, torna a correre incontro alle mille albe che ti aspettano!

Public15/03/2010 17:59:27

boh...

Non capisco tutte queste reazioni allarmate che consigliano un repentino ritorno alla corsa.
A me pare uno dei tanti bei racconti ai quali ci hai abituato.
Quando mi collego al sito per dare un'occhiata a ciò che scrivi, raramente mi preoccupo, mi allarmo, mi innervosisco.
A me va bene così, ogni argomento può essere interessante, simpatico e degno di allestirci sopra una bella chiaccchierata...
Go on, Orlando!!!

Giacomo

Public15/03/2010 18:21:29

correre e non correre: casi strani ce ne sono anche tra i podisti

Questa mattina sono tornato a correre. Un po'. Non avessi avuto la mente impegnata ad osservare ciò che mi sta attorno, avrei dato troppo peso al penoso stato di forma in cui mi trovo. E se non mi facessi prendere dall'ambiente circostante, avrei fatto fatica a mettere insieme tutti i chilometri che ho percorso. Trovo che correre sia un modo particolare per alimentare la fantasia. Partendo ovviamente da situazioni reali. Da un po' di tempo sto osservando le abitudini di due galline che vedo ogni mattina quando vado e torno da correre. Il loro comportamento è particolare. Non l'avrei mai notato se non fossi passato di corsa di fianco al pollaio. Se ve lo racconto mi direste di fare meno chilometri perchè la corsa dà... alla testa! Ed in effetti è vero. Ci sono storie di podisti ben più critiche delle mie!!!

Pizzolato Orlando15/03/2010 18:43:28

.....opss

Non te la sarai mica presa, ovviamente si scherza!

Federico

Public16/03/2010 08:54:58

correre e non correre: casi strani ce ne sono anche tra i podisti

@fabio: ci mancherebbe!!! Il senso stesso del mio blog era leggero, e si presta quindi a battute.
Sono abituato a stranezze, sia nella vita quotidiana sia nell'ambito amatoriale. E poi sono certo che noi tutti abbiamo almeno un conoscente podista sul quale imbastire qualche stora particolare. Podisti o no, personaggi "strani" si trovano in ogni ambito

Pizzolato Orlando16/03/2010 12:14:47