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Io apro le strade che gli altri percorrono

marzo 2011

28/03/2011

Fuoristrada

Le suole delle scarpe da allenamento sono, in questi giorni, sempre infangate. Dopo aver abbandonato il progetto di doppiare una maratona primaverile, non seguo una tabella e non calco più strade asfaltate. Strade bianche, viottoli di campagna e sentieri di bosco sono i posti dove corro e i chilometri che percorro fuori strada mi hanno affaticato molto i muscoli, sia per l’irregolarità del fondo sia per l’andamento impegnativo del tracciato.
Sabato avevo le gambe molto indolenzite, sia polpacci sia cosce e ieri mattina ad ogni passo avvertivo fitte di stanchezza in tutti i muscoli. L’entusiasmo di affrontare una seduta di un’ora mezza tra i sentieri del monte Sommano ha lasciato il passo alla ragione: con un tal mal di gambe sarebbe stata una stupidaggine affrontare una seduta impegnativa. Oltre alla rilevante stanchezza muscolare, i polpacci erano piuttosto rigidi tanto che il tendine achilleo sinistro era un po’ infiammato. Alcuni fastidi li avvisavo anche nella caviglia destra per aver messo male il piede mentre percorrevo una discesa. Ho deciso quindi per una seduta tranquilla: pianura, asfalto e sessanta minuti di durata. La facilità dell’impegno ha favorito un certo recupero e a fine allenamento, mentre stiravo i muscoli più rigidi, mi sentivo meglio rispetto a quand’ero partito.
Il vincolo domenicale con la corsa era finito lì. Era saltato l’impegno per il commento tecnico alla maratona di Treviso: sarei dovuto andare a Roma perché non era prevista la telecronaca in diretta, ma solo un commento in studio.
Con tutta la domenica da impegnare si è deciso per una gita a Rovereto. Al Mart c’è un’esposizione di quadri impressionisti provenienti dal Museo D’Orsay (Gauguin, Van Gogh, Monet, Cezanne e altri) e la chiusura della mostra di Modigliani.
Sabato, invece, nonostante la stanchezza muscolare degli allenamenti dei giorni precedenti, ho deciso di portare mia figlia Chiara, entusiasta camminatrice, sul monte Cengio. Il massiccio di questa altura si affaccia sulla Val d’Astico, una zona che è stata teatro della prima guerra mondiale, e sui costoni di questo monte i militari hanno scavato cunicoli, gallerie e trincee con passaggi suggestivi e mozzafiato. Anche in questo caso mi ... tremavano le gambe, ma non era solo per la stanchezza.
Un po’ di vertigini le ho sentite.


Orlando




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Commenti

odio

le giostre: non ci salirei mai lassù.
Ciao

Public28/03/2011 10:42:59

Monte Cengio

ti aspettiamo alla Cogollo Monte Cengio il prossimo anno :)

Public28/03/2011 18:35:17