Running Service - Allenamento, tabelle e corsa - Winning Program S.a.S.

Per tutti quelli che amano correre

Tutta l'esperienza e la passione di una vita di corsa.
Io apro le strade che gli altri percorrono

ottobre 2011

18/10/2011

Crisi economica e corse

Non serve fare riferimento all’evanescente indice della minigonna per capire che nei prossimi tempi saremo condizionati dalla crisi economica. Il dato della disoccupazione che non tende a calare (anzi aumenta un po’ nelle nazioni più evolute) evidenzia che il rallentamento del ciclo economico, determinato da varie cause, farà tirare le cinghia un po’ a tutti. Chi non lavora non guadagna e di conseguenza spende di meno.
Nel nostro ambito le aziende sportive fanno pochi utili, meno del proprio potenziale, e siccome le principali sponsorizzazioni per le varie manifestazioni che ci interessano partono proprio da loro, sono gli organizzatori ad aver iniziato per primi a fare i conti. Meno sponsorizzazioni determinano minori disponibilità economiche per allestire buone gare sul piano tecnico, sebbene negli ultimi tempi i riscontri cronometrici non facciano pensare alla crisi economica delle manifestazioni internazionali. Gli africani vanno sempre forte, sempre di più, ma questo è un altro discorso. I top runner sono sempre motivati a correre forte perché il montepremi fa sempre gola, ma una sforbiciata è già stata fatta in questo ambito, come nei bonus. Un primato del mondo una volta valeva centomila dollari, ora vale la metà. Ed anche gli ingaggi ne hanno risentito, sia nelle maratone da vetrina, sia per le gare nostrane; molti corridori fanno un investimento su se stessi perché si buttano in gara rassicurati solo dai soldi che vinceranno con il montepremi. Gli ingaggi sono minimi, spesso limitati all’ospitalità e al biglietto aereo.
Le gare di vetrina per ora soffrono di meno perché le luci della ribalta attirano sempre sponsor, mentre a penare di più sono le gare regionali, tanto che alcune spariscono dal calendario. Anche le società sportive si trovano a fare i conti con minori fondi, ed anche se le sponsorizzazioni sono di bassa entità, la mancanza di supporto economico si fa sentire. A questo livello però è sempre l’intervento del singolo a compensare la perdita della sponsorizzazione ed in parte ciò vale anche per le manifestazioni più o meno grandi.
Speriamo che gli organizzatori non scarichino troppo la mancanza di entrate dalle sponsorizzazioni aumentando il costo delle iscrizioni, altrimenti credo che si vedranno più podisti alle manifestazioni non competitive della domenica.


Orlando



Allegati

Commenti

crisi

effettivamente è uno dei problemi che ho riscontrato anche io nella mia zona (Bologna ).
Tuttavia non si tratta solo di crisi , ma anche mancanza di un progetto di salvaguardia dello sport in sè da parte delle istituzioni.Lo sport (quello vero) è l'unica arma che abbiamo per allontanare i più piccoli dalla sporcizia che i media ci propinano ogni giorno.
Quest'anno i tagli alle società sportive si sono fatti sentire eccome, per esempio qua a Bologna è stata annullata e ahimè forse lo sarà per sempre una manifestazione podistica straordinaria (la Casaglia - San Luca).
Mi auguro veramente che il senso di responsabilità delle istituzioni possa prendere il sopravvento ...buona vita a tutti.
Michelangelo

Public18/10/2011 10:26:31

crisi

Credo che i podisti amatori continueranno a frequentare le gare sul nostro territorio se il costo delle iscrizioni rimarrà calmierato e non si userà la quota di iscrizione per pagare gli ingaggi che sono, secondo me, una iattura. Mi chiedo quanti di noi amatori decidano di andare a correre una certa mezza o una 10 perché corre anche il tale top runner. A me personalmente non frega un fico secco. Ci facciano pagare una cifra giusta ed in cambio ci facciano trovare una buona logistica e ristori appropriati. Sono disposto a non avere la solita maglietta tecnica nel pacco gara (che i cassetti sono pieni) in cambio di questo.
Valter

Public18/10/2011 10:49:16

crisi

Quest'anno su 3 gare che avevo in programma 2 sono state annullate pre problemi economici (e una di queste è la mezza maratona di Torino organizzato da una struttura "potente" come il CUS).

Public18/10/2011 10:53:51

Crisi

vivo in Spagna da 7 anni e proprio qui sono tornata all'atletica (naturalmente popolare, giá che mi sono rimessa a correre dopo i 40). In Italia ho fatto quasi 10 anni di atletica a discreti livelli con la allora famosa Soc. Sportiva SNAM, che ci passava ad ogni stagione attrezzature, abbigliamento e scarpe a josa e senza chiedere una lira. Adesso le cose sono cambiate, e una prova lo sono gli scarsi risultati di Spagna e Italia agli ultimi mondiali di Daegu. L'atletica é la regina degli sport, ma una regina dei poveri a lato del onnipresente e potente calcio: lí si che girano i milioni ed é naturale che tutti i bambini vogliano essere calciatori. Qui a Barcellona, da quando ho iniziato a fare gare su asfalto 2 anni fa, c'é sempre piú partecipazione peró le iscriziono costano ogni volta di piú, per ricevere una maglietta di cattiva qualitá, mal stampata, e una lattina di Aquarius oltre a un'organizzazione che spesso non é all'altezza .....fortuna che correre ed allenarsi é gratis, per noi popolari, peró immagino che per chi vuole fare di questo sport la sua ragione di vita, i tempi sono sempre piú difficili, soprattutto per chi solo sfiora la elite e non riesce a fare il salto.

Public18/10/2011 10:54:09

crisi economica e corse

Per fortuna qui da noi (parlo del circuito UISP della provincia di Latina) ancora tutto è rimasto uguale, con le medesime gare in calendario, ed anzi è aumentata la partecipazione dei runners alle gare dove minimo si parte da 250 / 300 partenti. Certo il pacco gara è più "povero" ma chi se ne frega, di magliette abbiamo i cassetti pieni.....!! ciao a tutti Giuseppe D'Atino

Public18/10/2011 11:25:55

crisi economica

Caro Orlando, seguo le tue news, ma devo dirti che non capisco il nesso che c'è tra il corridore amatore come sono io e queste grandi manifestazioni, in fondo per chi corre per passione la gara dovrebbe essere solo ed esclusivamente una verifica sul campo alle tabelle, agli allenamenti che cerchi di fare durante l'anno finalizzati ad un obiettivo.
Fermo restando che un obiettivo bisogna sempre porselo a mè poco interessa chi arriverà primo e se la gara sarà organizzata da uno o dall'altro. Mi ricordo ad esempio un articolo interessante su una rivista in cui si evidenziava che nelle maratona di londra si dava molta enfasi, anche televisiva, alle retro guardie, cosa sarebbero certe gare senza le migliaia di persone che corrono a 6 minuti e oltre al chilometro? .
con stima alessandro

Public18/10/2011 12:54:33

crisi economica?

Vivo in Francia e per la maratona di Parigi 2012 si sono aperte le iscrizioni 3 settimane fa e sono già stati venduti 23500 pettorali sui 40000 a disposizione .... le previsioni dicono che non ci saranno più pettorali disponibili per fine novembre.

Il 2 Ottobre 2011 ho partecipato a una 10km organizzata e sponsorizzata da Nike .... 5000 partecipanti!! Al passaggio sulla linea di arrivo veniva inviato un messaggio su facebook con il tempo realizzato ... roba stratosferica per l'Italia
⁄
Cito qualche altro esempio ... per iscriversi ad un club di running in Francia oppure per trovare un coach bisogna mettersi in lista di attesa 6 mesi prima dell'apertura delle iscrizioni ....

se questa è crisi?


Ci sono posti in Italia dove per la bellezze dei luoghi (possibilità di avere mare e montagna in mezz'ora di bici) si potrebbero organizzare super gare di triathlon ... mentre la gara di triathlon di Parigi (con gente disposta a nuotare in quella fogna a cielo aperto che si chiama fiume Senna) fa sempre bottino pieno in termini di sponsor e partecipazione!!!

Quello che succede in Italia è solo incapacità di fare "business" su sport diversi da quelli in cui le palle rotolano sull'erba (per usare un eufemismo)!!! Gli sponsor nel calcio non mancano ....

Ad ogni modo una tale incapacità, sfortunatamente, non colpisce solo il mondo dello sport! il discorso è piu' generale...

Mi fa specie vedere che si organizzi il giro della Padania .... che tristezza!!!

Con tutta la stima che ho per Pizzolato!

Saluti
Salvio

Public18/10/2011 14:28:45

Darwin

La crisi economica avrà sulle organizzazioni sportive lo stesso effetto che l'evoluzione ha sulle specie.
Molti avranno problemi ma i più attrezzati, dal punto di vista professionale, delle competenze, dell'esperienza e della creatività, metteranno a frutto le loro qualità e miglioreranno ancora.

Public18/10/2011 15:38:06

crisi economica e corse

Crisi economica?:chi corre con amore ed entusiasmo non farà che continuare.... chi ha nel sangue la voglia di fare sport non potrà che avvicinarsi alla corsa in quanto la meno impegnativa dal punto di vista economico....tutto il resto fa parte dello spettacolo (che aiuta è vero) ma che con la vera passione ha poco da spartire.

Public19/10/2011 15:46:02

crisi

Non comprendo perche' molti dei commenti non vedano cio' che e' di fronte agli occhi di tutti. La crisi economica non e' solo italiana. E' globale. Cio' nonostante, e' risaputo da sempre che l'atletica italiana, e la corsa amatoriale, non abbiano mai suscitato grande attenzione da parte degli sponsor o dai media. Perche' prendersela con il calcio? E' lo sport piu' amato dagli italiani, e questo non certo per la copertura televisiva o gli sponsor. Inoltre, e' risaputo che l'Italia e' uno di quei paesi in cui, fino a agli anni 80, ti ridevano dietro quando ti vedevano correre per strada. Ancora oggi,quanti di noi si sono sentiti dire "ma chi te lo fa fare con questo tempo?". Con questa lunga premessa, voglio solo dire che il problema e' prima culturale che economico. Orlando non ha fatto altro che esporre un analisi basata su fatti concreti di cui lui, grande esperto del settore, e' spettatore quotidiano. Chi non capisce il nesso del blog, non vuole vedere la realta' in cui viviamo.

Public21/10/2011 15:38:15