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25/01/2013

Il racconto di Silvana Rosita - Corsa e danza – quali legami? Esperienza di una principiante

RUNNERS&WRITERS
Anno 2 - numero 52
Venerdì 25 gennaio 2013

Corsa e danza – quali legami? Esperienza di una principiante

La danza orientale è un’arte e come ogni arte consiste in tre cose: la teoria, la pratica e il cuore e senza di esso nulla può esistere (Nelly Maziouom ).
E’ a partire da queste premesse d’arte, teoria, pratica e cuore che vorrei raccontare il mio incontro di donna che corre con questa antichissima arte, nata in Oriente e praticata da uomini e donne.
Arte del movimento per tutti e non solo per le donne, ma arte ballata anche dagli uomini con stili folcloristici e acrobatici. Danza orientale, perché il termine di danza del ventre fu coniato dalla mentalità dei viaggiatori occidentali nel IX secolo che si recavano in Oriente. Questi viaggiatori non seppero cogliere i significati antropologici culturali di questa arte e, secondo schemi cognitivi precostituiti, si fermarono sugli aspetti visivi e percettivi. In Oriente questa danza si distingue in raqs baladi e rasqs sharqui. La prima è una danza popolare che eseguono le donne, i bambini, gli uomini nelle feste popolari e familiari. Il raqs sharqui è invece una rappresentazione artistica con movimenti complessi e raffinati. La danza orientale è stata ripresa nel mondo occidentale secondo diversi stili e contaminazioni e da rito religioso – popolare si è trasformata in forma di trattenimento.

Teoria
Il principio fondamentale su cui si basa la danza orientale è la tecnica d’isolamento delle diverse parti del corpo: fianchi, bacino, busto oscillano nello spazio in modo ritmico e rilassato. Questi apprendimenti non sono movimenti di ginnastica, nascono dall’interno, dal centro del corpo. Gambe, ventre e bacino sono tutt’uno con il suolo.
Per la donna che corre, abituata ai terreni accidentati, all’asfalto, allo sterrato, l’impatto con questa danza è de-centrante! Si tratta di integrare e riunire gli opposti e gli eccessi! La danza sviluppa coordinazione, flessibilità, leggerezza, mentre la corsa sviluppa potenza, sinergia e resistenza.

La pratica: ovvero dalla corsa alla danza
Mentre nella corsa ci muoviamo in senso rettilineo, nella danza del ventre è la circolarità dei movimenti isolati e concatenati che ci uniscono allo spazio. Il girasole, il fiocco, l’otto, il serpente sono alcune delle figure principali su cui si fonda la pratica.
La difficoltà è “fondere insieme il corpo nei suoi movimenti singoli“ in un ritmo che non è quello binario della marcia, ma che può contenere anche 48 accenti musicali… La danza non può essere appresa con tecniche rapide, come per la corsa ci vuole tempo, pazienza, regolarità e costanza!

Il cuore
Alla fine il cuore, il cuore centro d’energia del sistema cardiocircolatorio, vitale nelle corse di resistenza, battito cardiaco regolatore dei nostri sforzi, ma il cuore anche come metafora di passione, perché senza passione non c'è apprendimento, senza transfert non c'è lavoro, non esiste danza. Né mancanza, perché è solo passionalmente mancanti che ci apriamo al desiderio.

Per finire …un po’ d’ironia
Non so com’è arrivata, io non so COME la corsa è entrata nella mia vita, io non amavo la corsa ed era l’ultima cosa che avrei fatto, io non so cosa sia successo ma la mia corsa non è finita. Così ora io non so se danzo, saltello sulle punte, o sogno di essere una farfalla o una gallina che vuole volare... non so dove questa nuova avventura mi porterà. Verso la maratona? In Oriente?
In conclusione la danza e la corsa, come scrive Murakami Haruki, scrittore e maratoneta, “fa parte della mia esistenza… mi carico addosso un fardello reale, e facendo gemere i miei muscoli innalzo il mio grado di conoscenza finche capisco… sono fatto così, scalando i gradini uno per volta, mi occorre molto tempo per giungere a cogliere il significato delle cose...”

Silvana Rosita Leali

Silvana Rosita Leali è nata a Cameri nel 1954 , vive a Terni , logopedista e psicoterapeuta.
Ha scoperto il piacere di correre dopo uno stage con Orlando Pizzolato e iniziato a correre a 48 anni. Non gareggia, corre " pianissimo" ma si allena quattro volte alla settimana alle cinque e trenta del mattino in ogni stagione.

www.silvanarositaleali.com
silvanarosita@tin.it



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