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16/04/2013

Il racconto di Michele - Un pensiero fisso

RUNNERS&WRITERS
Anno 2 - numero 64
Mercoledì 17 aprile 2013

Un pensiero fisso

Il bambino che corre veloce, il volto sorridente, che si allunga sulla transenna a scrutare tra i tanti che lì davanti corrono, camminano, si trascinano…
Il bambino che improvvisamente si allunga ancora di più sulla transenna, che allarga ancora di più il suo sorriso e che comincia ad urlare il nome universale, riconoscibile in tutto il mondo ed in tutte le lingue “papà”…

Ti ho visto, ti ha visto, e non importa se stai arrivando bene, se sei stanco, se stai lottando con il cronometro; sei solo contento di incontrare il suo volto e unirti al suo sorriso…. Quello di tuo figlio, fino al traguardo.

Ho avuto la fortuna, durante l’ultima maratona di Barcellona, di incontrare nei pressi del traguardo mia moglie e mio figlio Blaise di 4 anni, e di percorrere con lui gli ultimi 200 metri, uniti mano nella mano, sorriso nel sorriso.

E’ un ricordo bellissimo, emozionante, da brividi ogni volta che ci penso, un pensiero fisso positivo.

Da qualche ora il volto altrettanto sorridente di Martin mi accompagna in più momenti durante il giorno, si confonde con il mio ricordo bellissimo di Barcellona e del mio bambino.
Non ci penso con rabbia o interrogandomi sul perché devono succedere cose così, ma mi ritrovo malinconico e rattristato nel constatare di come due momenti analoghi si siano conclusi in maniera tragicamente opposta.

E’ un pensiero fisso, che non andrà via facilmente e che farà a pugni per molto tempo con l’altro mio pensiero fisso, ma gioioso.

Devo però continuare a correre con divertimento, sperando di rivivere ancora momenti come quello di Barcellona e pregando che, non so come e quando, la famiglia di Martin ritrovi presto almeno un po’ di pace. cliccando su questi link trovi altre riflessioni sull'attentato di Boston:
"Tra i maratoneti di Boston, cronache dall’inferno"
"Sono arrivata al traguardo e subito dopo è scoppiato l’inferno"
"Heartbreak at the finishline"
"Le strade di Boston"
"Allora come ora e per sempre"
"Assordante silenzio"
"Boston 2013

Michele De Donato

Nato a Milano il 17 luglio 1965, impiegato presso una società di leasing di un Gruppo Bancario, corro da una vita. Amante dello sport in generale ho iniziato a correre fin da adolescente per aiutarmi con il calcio e soprattutto il tennis. Dal 2002 inizio a correre più “seriamente” facendo della corsa una vera e propria passione.
Podista amatore (corro per la società Euroatletica 2002 di Paderno Dugnano) ho corso la mia prima maratona nel 2003 (giungendo al traguardo “stremato” ma “infettato” dalla malattia “corsa”); personale sulla maratona di 2’58’43 amo correre anche su altre distanze minori per puro divertimento, spirito di scoprire percorsi e gare nuove e voglia di partecipazione, soprattutto in compagnia “ più festa c’è meglio è”.
Felicemente sposato con Marinella, dal 2009 padre di Blaise (4 anni), originario del Senegal e che è la gioia di tutti i giorni.



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Commenti

Doloroso

e' doloroso e ....non si puo' sempre noi persone comuni pagare la ignoranza di certe persone....vergogna, vergogna...

Dragus Lacramioara Rodica17/04/2013 15:31:55

Boston: un attentato alla famiglia

Quanto accaduto nella maratona di Boston ha suscitato tante riflessioni, diverse tra loro. Chi però conosce la maratona, chi come me ha una famiglia con bimbi piccoli, non può non pensare che la vigliaccheria del terrorismo ha colpito in modo forte ciò che di più importante e, a volte, fragile ha la nostra società: la famiglia.

In ogni maratona, il senso di appartenenza, la famiglia emerge. Che tu la corra a Milano o Boston, a Londra o Helsinki, la maratona all’arrivo raccoglie i figli che aspettano il proprio genitore. Li riconosci perché hanno la stessa maglietta, o perché aspettano con una bandiera e il nome del papà o della mamma sopra. Riconosci e genitori maratoneti, perché quando arrivano al traguardo allungano il passo e cercano tra la folla, e quando incrociano gli occhi dei loro cari, scoppiano a piangere per la gioia.

Le bombe sono scoppiate quando il cronometro segnava 4h09m; esattamente il tempo in cui la maggior parte delle persone che corrono la maratona come sfida personale pensa di tagliare il traguardo; proprio l’ora in cui ad aspettare il proprio eroe ci sono gli innocenti.

Public17/04/2013 15:51:07

Boston e i bambini

Sa quante volte mio figlio(8anni) mi è venuto in contro durante 1 mezza, 1 maratona o altro??? Sa domenica 28 aprile abbiamo la mezza maratona ad ostuni (br) campionato master italiano, e lui mio figlio Emanuele il sabato correrà i suoi primi 500 mt!!! Onoreremo i morti di Boston ...ciao martin

sandro summa18/04/2013 12:10:39

Boston - le mie riflessioni

Da Sportivo e Maratoneta non posso che essere colpito profondamente da quello che e' successo a Boston. So cosa vuole dire preparare e correre una Maratona, so della immensa gioia quando al traguardo ti accorgi di avercela fatta, e riabbracci i tuoi cari che con pazienza ti hanno aspettato e condividono la tua gioia.
So della solidarietà e dell'amicizia in gruppo, fra il popolo delle 4 ore, gente normale che fa sacrifici per coltivare la propria passione.
Chi ha voluto colpire Boston, IL MITO fra le maratone nel mondo, con piu' di 100 anni di storia, sapeva sin troppo bene cosa faceva, Sperava di togliere a tutti noi la serenità e la gioia...
Nel definirli dei "BASTARDI" (e mi sono contenuto), gli voglio anche lanciare un messaggio. La Gioia e la Passione non si possono fermare. Non mi fermeranno. Non staro' al loro gioco che semina incertezza e toglie la gioia di vivere.

Molina Maurizio19/04/2013 10:33:17