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29/01/2014

Il racconto di Adriano - XXX Firenze Marathon - 24 novembre 2013

RUNNERS&WRITERS
Anno 3 - numero 96
Mercoledì 29 gennaio 2014

XXX Firenze Marathon - 24 novembre 2013

Ore 11 di sabato, Michele mi passa a prendere, poi dritti a casa di Ale “Ringhio” e via verso la stazione per il treno: direzione Firenze, già capitale d'Italia e città del nostro battesimo in maratona.
Il tempo passa veloce in treno, io sono ancora indeciso se correre tutta la gara o se correrla violando le indicazioni del Còcce Orlando con il quale sono rimasto in accordi che avrei dovuto solo fare un progressivo di 30 km; alla fine gli amici di avventura di tante gare e di tante serate a parlare di corse e tempi, mi propongono la via mediana: svolgere il lavoro proposto dal Còcce (che sarebbe il romanizzato Coach) aggiungendo una sorta di riscaldamento: correrò con i miei amici 12 km al loro passo gara e poi partirò per svolgere diligentemente il mio allenamento e quindi alla fine sarà maratona!
Facile a dirsi, ma quattromilioniduecentodieciannovemilacinquecento centimetri vanno corsi uno dopo l'altro e fino all'ultimo per poter dire di aver corso nella propria vita la regina delle gare di durata, la gara che fu inventata, suo malgrado, 2593 anni fa' dal soldato Filippide.
Torniamo al 2013! Dormo bene, non ho corso un km per preparare una maratona, il mio obiettivo dell'anno è la mezza di Pisa e poi la mezza di Vienna, ma sono sicuro di aver fatto i compiti a casa, per cui il sonno e lo stato d'animo sono tranquilli. Non ho paura della gara, non temo il famoso muro dei 30 o 35 o non so quale km, anche perché mi “nascondo” dietro l'allenamento che dico di dover fare, e poi, sono sicuro (perché già l'ho verificato), Orlando è una persona eccezionale ed ha saputo portarmi a correre giorno dopo giorno, sempre con maggior sicurezza e quindi, pur disubbidendo in parte, immagino di avere i mezzi per fare quello che devo fare.
Firenze è bella, non lo scopro io, ma mentre inizia la solita meticolosa vestizione intravedo dalla finestra una bella giornata di sole. Iniziamo. Pantaloncini, poi le mie fidatissime Brooks ST5, bianche e gialle. Le allaccio, doppio nodo! Poi una piccola cappiola di cerotto adesivo proprio sopra il nodo e quindi passo le due anse fra la linguetta ed i lacci: quello che io e Michele chiamiamo “nodo Pizzolato”. Le scarpe so già che non saranno più un problema, il problema sarà slacciarle semmai. Cardio, maglietta, canotta, polsino per il sudore e braccialetto con tutti i miei dati... i guanti? No, alla fine li lascio in camera. Porto i miei Oakley perché non sopporto il sole e anche perché così la maratona non può vedere nei miei occhi che la temo.. si, perché come dice il mio amico runner di Milano, Guido: rispetta la maratona e lei rispetterà te.
Qualche problema di sovraffollamento ed entriamo dentro la griglia, non la nostra! Scherziamo e ridiamo, ma questa volta siamo preoccupati tutti e tre o comunque emozionati, quello sicuramente. Annalisa dei ramarri ci passa accanto, la salutiamo, come ci salutiamo tante volte a Caracalla: ha la divisa tutta verde dei Ramarri romani: al traguardo sarà nona donna assoluta.. servono commenti?
Quando il conto alla rovescia arriva a zero, ci diamo tutti e tre vicendevolmente la mano: in quel gesto di amicizia e stima ci sono troppe cose che non so raccontare e che i miei amici però conoscono bene; è una immagine che non dimenticherò così facilmente. Un grande onore condividere con loro questa avventura, una prova di fatica emozionante.
Partenza e via, ci lasciamo alle spalle l'Arno e prendiamo verso nord: via della Giovine Italia, via Gramsci ecc.. sono un po' frastornato non riesco a avere la stessa attenzione delle altre gare. Comunque ridiamo e scherziamo fra noi e con gli altri e corriamo ai 5'10” promessi. Michele sembra il più teso dei tre, tiene “la squadra” al passo ed io corro dietro di loro, ..ed ogni tanto rompo le scatole a qualche ragazza, che ovviamente scappa come vede quanto sono vecchio!! Al secondo km annuncio che “ormai” mancano meno di 40 km e vengo ammonito di non fare questo infinito conto alla rovescia.
Km 8,600, viale dell'Aeronautica svolta a sinistra per una curva che percorre 180 gradi che si immette sul viale Washington: iniziamo a correre accanto all'Arno che scorre venendoci incontro mentre lo spettacolo è meraviglioso. I Fiorentini si sono svegliati, c'è tanta gente che passeggia con i cani o con le biciclette, a piedi e chi addirittura con striscioni e fumogeni applaude ed incita l'amico di turno o il podista qualsiasi. Fa freddo ma il sole ci scalda un po', possiamo guardarci attorno perché qui a differenza di Roma l'invenzione dell'asfalto ha trovato applicazione e non bisogna stare attenti a tutte le buche del mondo!
Ringhio inizia a scalpitare e prende 30 metri per poi rimanere lì ad un tiro di schioppo, mentre Michele è attento al ritmo e parla poco, penso causa concentrazione.
Al km 11,330, facciamo inversione di marcia ed entriamo nel parco, io avverto Michele che andrò via a breve, ci scambiamo un augurio significativo, ci ridiamo la mano, come con Alessandro Ringhio che raggiungo e saluto con lo stesso calore e stima: sono onorato di aver corso con loro i primi km.
Km 12,195: parto per il progressivo concordato con il Còcce Orlando: ho voglia di fare bene il mio lavoro e fino in fondo: il riscaldamento è finito, mi sento bene, non accuso un filo di stanchezza. Ho bevuto ad entrambe i ristori ed ho assunto, come farò per quasi tutta la gara, gli integratori che mi permetteranno di arrivare fino alla fine, anche perché essere magri come me ha anche qualche lato negativo.. poche riserve!
Sono passato al controllo dei 10km in posizione 3246 fra gli uomini: spingo deciso sulle mie T5 Racer, una compagna di gara eccezionale... faccio attenzione alla spinta dei piedi, mi ripeto i consigli di Orlando: usa i piedi.. cerca di correre senza quasi fare rumore, braccia aderenti ai fianchi, mascella decontratta, passo rilassato ecc.. sono solo preoccupato del rimprovero per aver corso quei 12 km iniziali di troppo.
Sul viale degli Olmi km 14 e 15, i runners sono tantissimi, faccio fatica a superare tutti, corro di lato, mi infilo fra gli spazi più stretti, svicolo, freno ed accelero. Il cambio passo c'è stato, corro tutti i km a meno dei 4'30” previsti, ma questo scattare e rallentare mi ha sicuramente fatto sprecare un sacco di energie, ma oggi non ci sono scuse, oggi si corre e basta. Alla fine della prima frazione avrò corso a 4'27” questi primi 10 km. Corsa in scioltezza, impegnata, ma senza sforzi eccessivi, anzi fatico a mantenermi a questo ritmo causa entusiasmo. Al sedicesimo km attraversiamo l'Arno e iniziamo a correre nel lato sud della terra che circonda il fiume. Intanto al controllo del km 15 il controllo ufficiale dice che ho superato 349 uomini ed ora sono in posizione 2897. Al km 20,900 curva a sinistra e attraversiamo nuovamente l'Arno. Il passaggio della mezza e vicino e noto con enorme piacere che sto passando sotto l'arco della metà gara “con un filo di gas” ed è tempo di iniziare a pensare preoccupati alla seconda frazione allenante da 4'20”: dal 22,200 al 32,200 quello sarà il mio ritmo.
Ecco l'arco della mezza, i runners si fanno più rarefatti e silenziosi, la zona ora è anche meno popolata in alcuni punti e quindi a volte manca il meraviglioso ed impagabile supporto degli spettatori. 719 sono i runners superati negli ultimi 6 km e 097 metri, ora sono in posizione 2178. 1h, 44' e 16” il passaggio alla mezza distanza, me la sono presa davvero comoda, 16 minuti sopra il mio personale.
Ricordo esattamente i due passi che dividono il ritmo dai 4'30” ai 4'20”, quasi un salto! Le mie Brooks mi assecondano e via: mi aspettano 10 km a 4'20”!
Ora la bella Firenze mostra il suo lato meno nobile, una periferia non invivibile, ma di uno squallido qualsiasi, dove l'aggettivo qualificativo fa' più male del sostantivo, ma tant'è; fortunatamente è animata da cantanti e qualche tifoso, anche ben organizzato. Spugnaggi e ristori si alternano e si susseguono: consumo fruttosio e altre pozioni magiche seguendo la tabella mentale che mi ero programmato, sempre preoccupato di entrare in riserva!
Nei primi sei km di questa seconda frazione mantengo un passo disciplinato, vicino al 4'20” e indicato dal Còcce, poi l'adrenalina inizia a salire e dal 29 al 32 la media scende sotto i 4'15”: inizio ad essere in trance agonistica.
Al km 28 circa giriamo intorno alla stadio, dove era allestito il parco maratona; i primi segni di stanchezza affiorano ed ora ogni tanto il vento mi infastidisce, non molto ma sarebbe meglio senza. Penso al ritiro del pettorale il giorno prima e faccio mente locale: siamo proprio distanti dall'arrivo... servirebbe “Amalfi 13”, il taxi di ieri sera che ci ha portati in albero, cioè a 300 metri dall'arrivo. Da qui inizio a vedere i primi infortunati o ritirati che mestamente si sono arresi alla gara; alcune sono veramente rese senza onore, ma può succedere a chiunque, ovviamente.
Al km 25 raggiungo la posizione fra gli uomini 1876: altri 302 podisti messi dietro.. circa 80 al km.. uno ogni 10 metri abbondanti. Invece al km 30, passo in posizione 1548, altri 328 runners si accomodano dolcemente alle mie spalle. Olè!
Al km 31,500 circa abbandoniamo la zona dello stadio ed eccoci: km 32. E' arrivato il momento di mettere in atto l'ultimo cambio passo, mi aspettano ancora 10 km, ma questa volta a 4'10”. Fra me penso che devo fare “solo” un 10000. Inizio ad avere timore che la Maratona ora si ribelli e mi sottometta. Ma oggi non è giornata di vendere così facilmente la pelle, e non solo il cambio passo va bene, ma le gambe girano prossime ai 4'00”, anzi alla fine metterò in cascina anche un paio di km sotto i 4' al km.
Al km 33,500 attraversiamo nuovamente il viale della Giovine Italia e da qualche parte in questi km affrontiamo la salita di un cavalcavia dove alcuni runners camminano, io fatico un po', la gambe iniziano ad essere stanche, ma ho ancora energie da spendere. Ora inizia la parte più della di questa splendida gara: percorriamo via della mattonaia, dove un gruppo di tre ragazze ed un ragazzo parlavano di smettere di contare i km, facendo una sorta di tarinig autogeno: svolta a sinistra e via Colonna ci porta nella parte medioevale dell'allora capitale del Granducato di Toscana.
Arrivo al Chiostro della Santissima Annunziata e piazza San Marco: l'urlo della folla sovrasta tutto, non riesco neanche a percepire la respirazione. E' un'emozione unica, riesco solo ad avere un'attimo di lucidità, cerco l'insegna della via e la scorgo: “piazza San Marco” è una frazione di secondo, ma sono riuscito a leggere la targa per capire dove mi trovavo. Non so neanche io a quanti bambini do il cinque, so solo che non posso non onorare tanto tifo e mentre infilo un numero indeterminato di runners le mie gambe girano a 3'40”/3'50” ...la pagherò? Si vive una volta sola!! Stringo le curve, sposto qualche addetto e qualche spettatore che ha invaso il percorso, ora l'asfalto ha lasciato il posto ai lastroni di pietra, ma la T5 assorbono il possibile, il resto lo fa' il mio entusiasmo.
Al km 35 salgo ancora in ranking, altri 334 maschietti rimangono per sempre dietro di me, ora sono 1214.
Al km 38,200, mi riaffaccio nuovamente sull'Arno, ora sento la stanchezza e decido di tirare un po' il fiato, corro finalmente un km a 4'10”, come avrei invece dovuto fare in tutta quest'ultima fase. C'è il sole che ci scalda, ho smesso di prendere integratori, ho la sensazione che qualche cosa mi possa fare male e così digiuno. Ora sono stanco e la Maratona ora mi fa' paura! Ricordo di aver pensato che mancava solo un 10% della gara. 4 km, uno dei classici riscaldamenti che Orlando mi fa' fare prima dei lavori, ma 4 km dopo 38 non sono un gioco.
Su lungarno Corsini, vedo da lontano Roberto “il leprotto di Trastevere”, lui è fortissimo, ma forse oggi ha una fase finale meno brillante rispetto al solito. E' un amico e vorrei che mi seguisse. Gli urlo tutto il mio incitamento, gli chiedo di seguirmi, ma mentre lo passo a sinistra guardo il GPS, sono a 4'04” mentre lui corre trenta secondi più piano e non si accoda. Con egoismo sportivo non rallento per paura di perdere il passo che è in aumento in virtù del falsopiano discendente. 38 e 39, due km difficili. Sono stanco!
Ma il bello deve ancora arrivare.
Svolto a sinistra e salgo su ponte Santa A Trinita, questi ponti sono una coltellata alle gambe. Poche centinaia di metri e riattraversiamo l'Arno su Ponte Vecchio, qui supero e risupero; la gente è indecisa se guardare i runners o le vetrine, io non mi voglio perdere il piacere di correre sul ponte in modo distratto.
Tutto dritto per via dei Calzaioli che mi spara al cospetto della Basilica di Santa Maria del Fiore a piazza del Duomo. Mai potrò dimenticare questa emozione!! Ora il rumore è assordante. Non voglio saperne di regolare minimamente il mio ritmo. Sono disposto a pagare pegno nei metri successivi, ma corro più che posso, che sarebbe a 4'00” al km, ma mi sembra di volare in mezzo ad ali di gente che applaude. Tanto di cappello a Firenze e fiorentini. Di questa maratona mi rimangono dei frames di piazza San Marco e Santa Maria del Fiore che non penso potrò mai dimenticare; è una vita che corro e non sapevo che lo ho fatto per godere l'emozione provata in questa manciata di secondi!!!
Via del Proconsolo, controllo del km 40: ora sono 934. Io e le mie scarpette abbiamo messo dietro altri 280 podisti. Nella curva a sinistra che immette su via Ghibellina, mi passa un runners in canotta bianca; erano km che non mi passava qualcuno! Sono talmente indemoniato che gli vado dietro per un centinaio di metri, ma ha proprio un altro passo e va via inesorabile.
Proprio mentre rischio di perdere morale e faccio continuamente il conto alla rovescia dei minuti di sofferenza... FORZA ADRIANO! Prima della svolta a destra verso l'Arno, all'angolo con via della Giovine Italia, c'è Fabio R. Grazie Fabio, ne avevo veramente bisogno. Lui è fermo per un infortunio, altrimenti oggi sarebbe stato un runners prossimo alle 2h e 30”, purtroppo un infortunio lo ha privato del gusto della gara. Ma tornerà più forte di prima, Sicuro!
Da qualche parte c'è anche Lalla dei Ramarri, ma non la sento causa fatica; sarà lei a dirmi che non l'ho ne vista ne sentita. Grazie comunque Lauretta.
Ora vorrei solo arrivare, lungarno della Zecca Vecchia passa davanti al mio albergo e già mi sogno la doccia, poi destra, di nuovo destra ed eccoci all'arrivo, mancano duecento metri, supero ancora ed ancora ed ancora, fino alla linea di arrivo, ancora altri due un metro prima.
Alzo le mani al cielo e ho un personalissimo pensiero, una dedica speciale, penso che ognuno ne abbia alla prima maratona.
3h, 13” e 57”.
Posizione fra gli uomini 833, altri 101 runners messi alle spalle negli ultimi 2 km. Posizione assoluta 864. Esordio dignitoso. Sono molto contento.
Uno speciale grazie ai miei amici Ale Ringhio e Mic Freccia che mi hanno sempre sostenuto, incitato e consigliato nella strategia di gara. Grandissimo è il grazie per Orlando Pizzolato, che nonostante il mio mediocre profilo podistico mi allena con attenzione ed ascolta paziente tutte le stupidaggini che dico; certo che se mi prepara per la mezza e faccio 3h e 13' in maratona, prima o dopo dovrò chiedergli di preparare una maratona! Grazie Orlando ...scusa la disubbidienza per quei 12 km di troppo!

Adriano Biscuso

E' nato a Roma il 16 novembre 1964.
Laureato in giurisprudenza presso l'università di Roma "Roma Tre", svolge prevalente attività di consulente scientifico per alcuni studi legali ed avvocati di Roma, associazioni e società.
Condivide il suo tempo con le sue tre bassotte, Tiffany, Penelope e Ninna Nanna. Ama gli animali e quindi è vegetariano.
Oltre che per la corsa nutre interesse per le opere d'arte e per gli affari.



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Commenti

XXX Firenze Marathon

Davvero complimenti! Il resoconto della maratona e' molto ben fatto...Mi pareva quasi di correre anche io..Il tempo finale di 3h13' e' pazzesco, come prima maratona...Conosco runners ( della tua eta' o anche piu' giovani..)che neanche dopo 20 maratone riescono a scendere sotto le 3h30...E complimenti sopratutto per il tuo essere animalista e vegetariano. Io sono animalista e vegana.

Public31/01/2014 08:17:57

XXX Firenze Marathon

Come runner sei sicuramente forte.
Non trascurerei però nemmeno le doti di cronista o scrittore.
Sei grande! Nicola.

Public09/02/2014 18:03:35