12/10/2006

[Domande & Risposte] In che cosa consiste il Test di Yasso?

In che cosa consiste il Test di Yasso?

Il test di Yasso consiste in una seduta di 10 prove di 800 metri da correre alla stessa velocità con cui si è soliti correre le ripetute sui 1000 metri. Se ad es. sui 1000 metri sei solito impiegare 4 minuti, agli 800 metri transiterai in 3’12”, o forse anche 1 o 2 secondi più veloce. Il tempo medio delle 10 prove, dalle quali vengono esclusi (se si discostano molto tra loro) il più veloce ed il più lento, corrisponde al tempo che si otterrà in maratona. Quest’ultimo s’individua trasformando i minuti e i secondi in ore e minuti, vale a dire che se il tempo medio impiegato a percorrere le prove di 800 metri è di 3’12”, in maratona posso valere 3h12’. Nel caso di maratoneti che prevedono di correre la maratona in più di 3h30’ (e quindi gli 800 m. in più di 3’30”), le prove sono solo 8.
Attenzione però, la previsione per la maratona è attendibile solamente se vengono corse tutte e 10 le prove (oppure 8 per i più lenti) altrimenti, se ci si limita nel numero delle ripetizioni, la veridicità del test viene a mancare. Se non si è in grado di correre tutta la serie di prove (6.400 m. nel caso di tempi superiori a 3’30”, 8 chilometri nel caso di tempi inferiori) è ovvio che la condizione di forma non è quella ottimale, e in questo caso correre la maratona in un determinato tempo si trasforma più in un tentativo che in una probabilità certa.
Un errore che viene comunemente commesso nell’eseguire il test di Yasso, è quello di forzare il ritmo di corsa per ricercare un’indicazione di previsione migliore. Se per es. invece di correre le prove, come evidenziato nel caso precedente, in 3’12”, si forzasse l’impegno per correrle in 3’08”, è probabile che l’esito finale in maratona sarebbe deludente. Il test di Yasso deve essere fatto non più tardi di dieci giorni dalla maratona quando la forma è quasi al top, ed in modo d’avere il tempo per recuperare lo sforzo.
Un aspetto importante affinché l’affidabilità del test sia maggiore è quello della durata del recupero. Bart Yasso proponeva un recupero tra le ripetizioni della stessa durata della prova, vale a dire di 3’12” nel nostro esempio. Personalmente, e ho riscontrato che anche Bart è d’accordo, il recupero dovrebbe essere il più breve possibile, in maniera che nelle prove non si possa tirare troppo. Indicativamente, la durata della pausa dovrebbe essere di 2’-2’30” per prove inferiori a 3’30”, e di 2’30”-3’ per prove superiori. E’ preferibile che la pausa sia attiva, cioè fatta di corsa al piccolo trotto per i meno allenati, ma anche di corsa più o meno veloce per i podisti con maggior efficienza fisica.

Come a volte succede, l’esito della competizione può differire, per vari motivi, dal responso del test. Le cause possono essere:
1) il percorso impegnativo,
2) il clima non ottimale (vento, pioggia, freddo, caldo, umidità),
3) una preparazione non adeguata,
4) un’impostazione tattica sbagliata,
5) un errore di alimentazione

Orlando Pizzolato