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15/05/2015

Il racconto di Michele - Rheinfelden Laufstag

RUNNERS&WRITERS
Anno 4 - numero 120
Venerdì 15 maggio 2015

Rheinfelden Laufstag

Canto: https://www.youtube.com/watch?v=MKRHWT6xdEU

L'inno mi dà forza, vigore. Con la voce impostata, prima di uscire di casa. Per essere domenica, il treno per Rheinfelden è decisamente pieno. Un altro runner va a Rheinfelden. Scambiamo due parole (capisco il suo dialetto svizzero svizzero). Arriviamo. Ci dirigiamo verso la Rheinfelden tedesca. Ponte sul Reno. Confine superato. Silenzio dappertutto: sembra una città disabitata. Duecento metri più in là incontriamo A (nome tenuto volontariamente anonimo). Mi fa un gran sorriso e mi saluta. Era disperata perché non riusciva a trovare la strada. Insieme andiamo al banco registrazioni. Riceviamo un pettorale, semplice semplice col solo numero stampato sopra (proprio come una volta: niente nome, solo il colore a seconda di che gara corri e il tuo numero).

Incontriamo anche altri runners dei Dragons e ci facciamo l'in bocca al lupo. Io mi butto fra le braccia di H, perché è da davvero tanto tempo che non la vedo. Incrociamo le dita per tutti. Io sono l'unico che oggi correrà i 10 km (tenendo conto dei miei progetti di gare): gli altri faranno la mezza maratona. La partenza è nella pista di atletica. Al parcheggio, incontriamo N: la abbraccio con vigore e la bacio con affetto. Il tempo oramai stringe. Spiego a tutti perché corro "solo" i 10 km e metto l'accento sul fatto che la gara di oggi sarà di puro allenamento: niente target, niente grinta, solo correre (considerando che il giorno prima avevo svolto un altro allenamento collettivo, a Kerzers). Ore 11:00. I corridori della mezza maratona partono. Mi ritrovo solo. Vado dunque a cambiarmi, prendo le cose di valore e vado al bar a mangiare qualcosa. Di nuovo ascolto l'inno di cui sopra: ma non lo canto, mi limito a muovere il labiale senza far uscire la voce.

Fra poco toccherà a me. Alla partenza dunque (non prima di aver lasciato in deposito tutto).

Noi partiamo sulla strada: giro piccolo e giro grande. Sono le 12:30 e fa caldino. Io sono in pantaloncini corti e maglietta. Sto bene.

Pronti?? Viaaa…. Sparo in aria. Passo deciso e busto leggermente in avanti. Così è posizione di convinzione e tenacia. Corro e corro. Dopo già poco tempo penso "per te, Michele, non esistono gare di allenamento: ce la metti sempre e comunque; vai!!" Da subito, a differenza che a Bremgarten, iniziano i primi sorpassi e senza difficoltà. Al km 4 supero un gruppetto lentamente. Davanti a me c'è poi un altro corridore solitario. Non riesco ad agguantarlo. E' troppo veloce. Si allontana e sarà sempre più distante. Primo giro completato. Inizia il secondo. Vedo A (evidentemente ha finito la corsa, ma io non lo so) e le urlo "Forza A. vaiiiiii!!) Lei risponde "vai Michele, corri corri corriiiiii!!!" Ai volontari lungo il percorso grido "grazie per l'organizzazione!". Incredibile come mi esca fuori una voce così forte (tenendo conto della velocità a cui corro).

Dopo un po mi ritrovo solo, completamente. Nella campagna tedesca, piatta, ma coi monti sullo sfondo. Lo spettacolo è affascinante. C'è davanti a me, molto lontano, un campanile bianco, che svetta in mezzo al verde. Qui è così dovunque: i campanili sono i riferimenti, tutti con orologi funzionanti, con le punte lunghe lunghe. Impossibile non notarli. Ma questi pensieri durano solo un attimo. Aspetto con impazienza il punto in cui si tornerà indietro. Intanto sento un ansimare minaccioso accompagnato da passi pesanti. Un atleta mi supera. Non gli resisto. Ma arriviamo ad un ponte. Cosa mi ero detto il giorno prima a Kerzers? "Affronta le salite correndo sugli avampiedi, corri leggero e farai meno fatica. Gli altri saranno in crisi, ma tu no". E infatti accade proprio questo: l'altro atleta corre pestando pesantemente i piedi a terra, io corro sugli avampiedi. Lo sorpasso senza difficoltà e mi lascio andare nella discesa. Busto sempre in avanti e sguardo tenace. Costui non mi riprenderà più. Sento sempre che ansima, è lì, ma rimane dietro. Io guardo con un po' di preoccupazione i paletti segnalanti i km. 6….7…8…. Le gambe iniziano ad essere stanche e rimanere agili è difficile. Altro ponte, altra salita. Di nuovo, corro sugli avampiedi. Guadagno terreno sul mio inseguitore. Ora non lo sento più. E' rimasto indietro. La tattica è giusta, la strategia funziona. Ci credo…..vado avanti… continuo a crederci. Km 9. Oramai manca molto poco alla fine. Gli ultimi volontari mi urlano: "vai che sei nei 36 minuti". Non ci do troppo pesa ma continuo. Finché non si taglia il traguardo il tempo non è valido e la gara non è finita!

Entro nella pista di atletica col mio inseguitore alle calcagna (che nel frattempo aveva riguadagnato terreno). Sono stanco, oramai il traguardo è lì, ma la corsa non è finita. Accelero leggermente, le ultime forze mi danno tenacia, mi allontano dall'inseguitore, mi avvicino al traguardo. Il tutto in 400 m. Mi infilo nella corsia finale. Vaii vaiiii…..fatta!!!!!! Sono esausto ma felice. Fermo il Garmin. Risultato 36:00 circa, media 3:37. Miseria!!! E doveva essere solo una gara di allenamento per Kerzers. Mi butto fra le braccia di N e le do un bacio. Sono esausto: le braccia della mia amica mi sorreggono, sento tutto il suo affetto. Alzo un attimo lo sguardo a guardarla e poi la riabbraccio di nuovo.

Incontro l'atleta che mi aveva superato e che io poi ho ripreso: "posso dirti una cosa? Tu mi hai superato e io ti ho ripreso quasi subito. Non sei più riuscito a raggiungermi e sui ponti sei andato in crisi. Lo sai perché? Hai corso appoggiando troppo pesantemente i piedi a terra. Quando affronti le salite, corri sull'avampiede e vedrai che benefici. Proprio come ho fatto io" "Grazie grazie per i suggerimenti, grazie" mi risponde. "Auguri per le tue corse" gli dico e ci congediamo.

Ci riuniamo tutti. Ci diciamo i tempi: H si congratula fieramente con me, ad A batto il cinque, a R pure, anche a P. Si vede che siamo tutti contenti. Ci dividiamo un attimo per andare a fare la doccia.

Ci ritroviamo tutti nel bar a mangiare qualcosa. Aspettiamo le premiazioni. Tre di noi (tutte donne) vanno sul palco ad essere premiate: H, A e J. Brave a tutte e tre. Ancora non sono usciti i risultati della 10 km. Siamo in trepida attesa. Finalmente escono. Vado a vedere…. Shock: SECONDO posto in categoria Uomini 30. Questo è un Podio, questa è una medaglia d'argento. Arriva il mio turno di andare sul palco. I quattro amici rimasti N, R, P ed E (gli altri avevano dovuto andare via, ma non prima di avermi fatto le congratulazioni) mi applaudono forte. Io sono lì anche per loro e dedico anche a loro questo risultato. E' una sensazione bellissima.

Credici credici credici e il primo podio è arrivato, un podio meritato.

Chiudo la giornata con 40 km in bicicletta, Basilea - Liestal andata e ritorno.

Questa di oggi è stata la prima tripla vittoria:

1) Aver finito la gara (sempre la vittoria più importante);

2) Aver registrato un altro record;

3) Medaglia da podio.


Dedico questa vittoria a chiunque sia ancora capace di sognare, che insegua il suo sogno, che ci creda fino in fondo e viva la vita da protagonista. Da non dimenticare mai, chi mi fa amare questa attività, prima di tutti un grande allenatore, competente, sportivo ed umano: Orlando Pizzolato!

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Michele Brugnatti

Italiano, da aprile 2011 sono residente in Svizzera (e perfettamente integrato), appassionato maratoneta da settembre 2012, da settembre 2013 allenato da Orlando e da gennaio 2015 scrittore e traduttore multilingue.
www.michelebrugnatti.com



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