05/10/2006

[Domande & Risposte] Differenza fra atleta amatore e atleta professionista

Atleti amatori e professionisti…. Ma dove sta la differenza? E se c’è, perché a volte si mescolano e si “rubano” i premi? Non c'è gara per un amatore che si scontra con un professionista. Un amatore ruba il tempo che può al lavoro e ad altri impegni.Non potrà mai allenarsi due volte il giorno e chiudere una 10km in 30min. Secondo me, sarebbe più corretto premiare i professionisti e gli ex professionisti che partecipano alle gare amatoriali cominciando a discriminare le graduatorie. E' un gesto di rispetto nei confronti degli amatori e dello sport.

E’ difficile istituire dei parametri per distinguere un professionista da un dilettante; pensa che quando a 20 anni sono andato in nazionale, mi allenavo due volte il giorno, ma lavoravo in fabbrica come materassaio (di mio zio, che mi ha anche licenziato perché mi dedicavo più agli allenamenti che agli straordinari) ed ogni mattina mi alzavo alla 5,30 per svolgere la prima seduta di allenamento. Quindi, dilettante o professionista non è distinguibile dal fatto che una persona lavora o no, oppure se si allena o meno tutti i giorni. Secondo me, la distinzione tra podisti deve essere fatta a livello di rendimento, e quindi istituire, come lo era un ventennio fa, i campionati italiani A, quelli B e quelli C, suddivisi appunto dai tempi conseguiti in competizioni. E’ evidente che, per avvalorare il tuo sfogo, un podista del livello A non deve essere inserito nel livello B e C.
Bisognerebbe fare quindi come succede nelle competizioni motoristiche, nelle quali le categorie sono suddivise per cilindrata, e quindi per rendimento.

Orlando Pizzolato