Orlando Pizzolato Running Blog http://www.orlandopizzolato.com/it/1689-Blog-index.xml Allenamento e corsa. Per tutti quelli che amano correre it-it 60 Tue, 23 May 2017 10:51:04 +0200 Riposa in pace Allan
Orlando]]>
http://%%/it/3726.14-blog308.html http://%%/it/3726.14-blog308.html Wed, 25 Jan 2017 10:10:30 +0100
SuperOP http://%%/it/3760.14-blog309.html http://%%/it/3760.14-blog309.html Sat, 28 Jan 2017 10:48:15 +0100 Donne spaziali Il 20 gennaio a Dubai si è corsa la maratona, nella quale Kenenisa Bekele tentava il record del mondo, sfortunatamente annullato per una caduta in partenza.
Oggi, a Ras Al Khaima, si è corsa invece una mezza maratona nella quale è arrivato il record del mondo femminile. Una corsa di altissimo livello perché sono state conseguite anche la 3a e la 4a prestazione mondiale all-time. A favorire queste rilevanti prestazioni cronometriche ci sono elementi molto favorevoli: ovviamente il percorso molto veloce, il clima secco, e non ultimo lo stimolo economico (100 mila dollari per il record della mezza maratona; 250 mila per quello della maratona).
I 100 mila dollari di bonus per il record del mondo (65'06”), migliorato di 3” (precedente 65'09” di Florence Kiplagat), li ha intascati Peres Jepchirchir. La gara è stata di livello agonisticamente molto elevato, con il duello tra Jepchirchir e Keitany, come evidenziano i tempi di passaggio nelle varie frazioni di 5km:
5km: 15'37”
10km: 31'05” (15'27”)
15km: 46'29” (15'24”)
20km: 61'39” (15'10”)

Questa la classifica:
1) Peres Jepchirchir 1h05'06”
2) Mary Keitany 1h05'13”
3) Joyciline Jepkosgey 1h06'08”
4) Jemima Sungong 1h06'43”
5) Tirunesh Dibaba 1h06'50”

Per completare la cronaca, la gara maschile è stata vinta in 59'10” dal keniano Bedan Karoki]]>
http://%%/it/3770.14-blog310.html http://%%/it/3770.14-blog310.html Fri, 10 Feb 2017 11:11:42 +0100
Un sensore per la corsa Ieri pomeriggio, sulla pista di atletica di Schio, abbiamo fatto le prime applicazioni su tre corridori, Massimo, mia figlia Chiara e Samuele. I primi due si sono limitati a percorrere qualche giro ad andatura tranquilla, mentre Samuele era impegnato in una seduta di interval training sui 400m.
Già da subito i dati sono apparsi interessanti e particolari: visto che si trattava di atleti giovani, è emerso in maniera rilevante che l'azione di corsa tende ad essere dispendiosa perché presenta un'elevata oscillazione verticale, aspetto normale visto che questi ragazzi dispongono di una buona elasticità muscolare.
Il sensore rileva altri dati, in modo particolare i movimenti del bacino sui tre piani e il movimento degli arti inferiori correlati alle varie fasi della falcata e del passo.
Questo sensore deve essere posizionato, con una cintura specifica, vicino al baricentro del corpo e quindi sulla zona sacrale; nei podisti che presentano una particolare azione delle braccia e del busto, il sensore può essere posizionato anche in prossimità delle spalle, in modo da rilevare eventuali alterazioni dell'azione degli arti superiori e delle spalle.
L'affidabilità del sensore Wiva_Run evidenzia i limiti dei sensori che vengono collocati invece in una sola parte del corpo, come avviene per gli strumenti a polso.
I dati che emergono sono stimolanti per analizzare variazioni che potrebbero condizionare l'efficacia della meccanica di corsa, e di conseguenza agire per ottimizzarla rendendola più efficace ed economica.
Da oggi quindi si passa all'applicazione dapprima sui ragazzi della Novatletica Schio, per procedere successivamente all'utilizzo durante gli stages.]]>
http://%%/it/3771.14-blog311.html http://%%/it/3771.14-blog311.html Fri, 10 Feb 2017 11:51:38 +0100
Quando le gambe, il cuore, la determinazione sono tutto... Da noi non ci sono situazioni così estreme, ma anche in Italia ci sono ragazzi che non toccano mai una pista di atletica e si allenano dove possono, eppure sanno farsi valere.
Complimenti a Samuele Licata per la convocazione nella squadra juniores e promesse che parteciperà al triangolare a Halle il 4 marzo, dopo il sesto posto agli assoluti indoor ad Ancona. Complimenti a Massimo, il suo allenatore, che ha sempre creduto in lui, alla famiglia che lo sostiene, a quelli che io non conosco e che qui non nomino, ma so che sono in tanti a dargli forza e coraggio.
Orgoglioso di averti tra i vincitori del Progetto "Io credo in te". In bocca al lupo per Halle e per tutto quello che verrà...

nella foto piccola Samuele che si allena nelle strade di Gela, di seguito il video della vittoria di Samuele nella sua batteria ad Ancona.

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http://%%/it/3782.14-blog312.html http://%%/it/3782.14-blog312.html Wed, 22 Feb 2017 11:09:27 +0100
Se 75 km vi sembrano pochi...
Da tempo sto rivivendo le emozioni delle competizioni “federali” grazie al gruppo dei ragazzi della Novatletica Schio/Atletica Vicentina. L'esperienza di allenatore di giovani è molto stimolante, così particolare che di notte -quando non dormo – i miei pensieri sono impegnati a dipanare i dubbi che ho, visto che devo allenare atleti che ancora non lo sono per la loro giovane età. Non sapete quanti dubbi mi vengono quando vorrei proporre allenamenti stimolanti per dare loro l'opportunità di miglioramento (e quindi soddisfazioni personali), ma il rispetto della loro crescita fisica e psicologica mi trattiene e mi impongo sempre di avere pazienza, perché l'atletica vera comincia più avanti.

Solo Pietro e Massimo (rispettivamente di 17 e 18 anni) sono più evoluti nel gruppo, perché più “vecchi” e soprattutto già “strutturati”. Con loro posso forzare un po' di più, anche se procedo sempre con moderazione. Ho passato mesi a “studiarli”, valutando la loro risposta fisica in relazione ai carichi di allenamento che proponevo, basati sulle mie conoscenze ed esperienze. Dovessi allenare un atleta più evoluto sarebbe più facile perché ho idee ben chiare, ma con loro è difficile per le varie situazioni da gestire.
Mi sono confrontato con altri tecnici che hanno più esperienza con i giovani, ma non ho trovato conforto perché i due ragazzi si allenano … poco. I loro coetanei, che hanno già ottimi risultati, si allenano il doppio, letteralmente il doppio, non in senso figurato.
Stefano Baldini scuoteva la testa (sorridendo) quando alla Cinque Mulini gli riferivo che Massimo (4° in quell'occasione) percorreva 60-65km la settimana. Avrei dovuto aumentare il carico per allinearlo a quello dei big di categoria? Certamente sì, ma con tanta prudenza.
Nel modulare i carichi mi sono sentito come un “farmacista” che procede con dosaggi da “bilancino”. Nelle 3 settimane prima del campionato di Gubbio Massimo è arrivato a ben (!) 75km, Pietro ancora meno. In allenamento i ritmi che tenevano non erano così esaltanti ed entusiasmanti, e durante l'inverno hanno fatto meno carichi rispetto all'anno precedente... ma meglio così, perché non mi sono fatto illusioni. Mi sono sempre detto che “c'è tempo per i progressi”. Dopo tutto mi ripetevo che neppure io, nella mia carriera, sono stato un ottimo atleta da allenamento. Anzi: le sedute che svolgevo, seppure buone, non erano mai esaltanti.

Un paio di settimane prima di Gubbio ci sono stati segnali più confortanti da parte di Massimo, il più forte dei due: un'ottima gara al campionato regionale, una “discreta” seduta qualche giorno dopo (ma con segnali positivi)... fino alla domenica prima di correre a Gubbio, quando ha fatto una prova davvero esaltante su un percorso molto muscolare (selezionato specificamente per "metterlo in crisi"), nel quale ha corso con un rendimento “esaltante” e con una risposta fisica (frequenza cardiaca) ragguardevole. Io ero timoroso che avesse spinto troppo; lui invece a tranquillizzarmi di avere corso in scioltezza (come in effetti avevo visto). Tornato a casa ho riferito a Ilaria che Massimo era in piena forma. Mia figlia Chiara ha detto con sicurezza (a dire la verità lei lo affermava da tempo, da tutto l'inverno) che Massimo sarebbe andato sul podio. “Figurati. E' bravo se arriverà da 5° a 8°” le avevo risposto.

Domenica mattina, all'ultima di tutte le gare in programma, ho vissuto delle sensazioni impensate. Partita la gara juniores ho voluto trovarmi un punto di osservazione senza la presenza di altre persone, in modo da passare a Pietro e a Massimo gli accorgimenti adeguati. Pietro è stato condizionato dalla gestione delle tensioni dovute alla lunga attesa prima della partenza; arrivati sul campo gara alle 9.30, la gara era prevista alle 13.45, un tempo di attesa lunghissimo che ha condizionato molto Pietro, purtroppo. Massimo invece ha gestito bene l'attesa, concentrato e determinato a fare bella figura.
Avevo già descritto a Massimo i probabili scenari agonistici, ma le previsioni possono essere (giustamente) diverse dagli eventi reali. Lui ha già un'ottima capacità agonistica e la sua lettura degli sviluppi tattici è molto buona: direi che non ha bisogno di consigli. Per due dei 4 giri stava andando come previsto. Ero stato raggiunto dal fotografo Colombo che mi chiedeva se avevo qualcuno in gara. Gli avevo riferito che seguivo quel ragazzo con la canottiera arancio e che speravo rientrasse tra i primi 8 (allora erano ancora in 11). Ma a metà del terzo giro, quando gli sviluppi della gara avevano selezionato il gruppo e Massimo era 5°, all'attacco del 4° posto, ho troncato la conversazione e sono scattato verso il punto del percorso più critico per incitarlo a proseguire nell'azione. Il 4° posto era diventato così realtà, e Massimo non doveva perdere la concentrazione ed accontentarsi. Lui, tenace, ha resistito spostando la sua attenzione sulla schiena del terzo, e quando l'ho visto percorrere la salita del contro rettilineo dell'arrivo con la stessa spinta dell'allenamento della domenica precedente, ho sentito una forte emozione.
Quel momento era il pezzo del puzzle che mi mancava, ed ora tante cose mi sono apparse luminose e perfettamente sincrone. Da qui posso partire, consapevole che ho le risposte alle mie domande, che continuerò a farmi giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Tra tante convinzioni mi conforta che Massimo, con i 75km a settimana, è come uno “studente di terza media”, e per quest'anno continuerà ad essere tale, pur essendo arrivato sul terzo (sfiorando il secondo) gradino di un Campionato Italiano. Nella seconda parte della stagione inizierà a studiare come un allievo delle “superiori”.]]>
http://%%/it/3805.14-blog313.html http://%%/it/3805.14-blog313.html Wed, 15 Mar 2017 14:32:07 +0100
Carissimo Orlando... sei un mago.
Hai sempre ragione tu. Sempre.
Sei riuscito a far migliorare un vecchietto 48' nella maratona in meno di 4 anni.
Avrai probabilmente una quantità di miglioramenti molto più stimolanti e ben superiori del mio, ma per me è ogni volta una piacevolissima sorpresa.
Ogni volta mi dico che non è possibile, e invece è stato possibile.

Se avessi letto tra le tue statistiche che hai portato un 53enne da 6'/km in maratona a 4'47"/km a 57 anni, non so se ci avrei creduto.
Anzi, forse ci avrei creduto, ma avrei pensato "eh si, ma questo era un fenomeno già da prima, chissà che fisico che aveva...".
E invece non è così.
Lo hai fatto fare a uno normale, col mal di schiena, la sciatica, il lavoro, che viaggia, con la famiglia, ecc.
Se ce l'ho fatta io, ce la possono fare tutti.

Certamente serve un po' di fortuna: basta veramente poco per mandare all'aria equilibri delicati, ma proprio questa consapevolezza rende tutto più leggero.
Bisogna solo... fidarsi, dire la verità (a se stessi prima di tutto, e ovviamente al coach!), avere pazienza e allenarsi, prendendo il distillato di consigli che preziosamente dai e facendoli propri.
Non servono centinaia di stimoli generici, ma i 10-15 giusti e funzionali all'individuo.
Less is more.

Adesso termino, non ti preoccupare, sono un ragazzo di frontiera e non è nel mio stile essere mieloso...
Grazie di cuore - spero di vederti presto di persona per un abbraccio.

XXXXX
PS: ovviamente non è magia, ma passione, studio, lavoro, cuore, dedizione, coinvolgimento personale...]]>
http://%%/it/3856.14-blog314.html http://%%/it/3856.14-blog314.html Wed, 05 Apr 2017 10:19:53 +0200
La maratona ad una svolta? La gara in programma domani a Londra allinea al via una serie di maratoneti e maratonete di altissimo livello. La prova femminile presenta una qualità impressionante, come non è stato finora in nessun'altra maratona, ma in questa prova è praticamente impossibile che venga battuto il primato mondiale. Anche se sarebbe più giusto tenere a riferimento il tempo di 2h17'18” rispetto alle 2h15'25” ottenuto in una prova facilitata dalla presenza di lepri maschili.

E' nella competizione degli uomini che il record del mondo potrebbe essere migliorato, probabimente dall'etiope Kenenisa Bekele: l'obiettivo è avvicinare 2h02'30”, ed è probabile che questo sia un tempo conseguibile dal già primatista mondiale in pista sui 5.000 e 10.000 metri. Il passaggio a metà gara è previsto essere 61'. Il contesto agonistico ed ambientale è molto stimolante e dopo l'ottima impressione che Bekele aveva dato quando a Berlino aveva vinto in 2h03'03”, penso che un miglioramento di una trentina di secondi sia certamente possibile.
Gli avversari sono molto validi ma credo che nessuno di loro sarà in grado di avvicinare 2h03'30”. Per Bekele quindi potrebbe essere una corsa “rilassata”, senza la pressione agonistica e potrà quindi concentrare le proprie energie sull'obiettivo cronometrico. In questo aspetto Bekele è certamente un maestro, poiché i primati mondiali che lui ha conquistato in pista sono stati fatti proprio in questo modo.
Il suo manager Jos Hermens non si sbilancia per una previsione cronometrica, ma numerosi sono gli aspetti e i dettagli nell'approccio alla corsa di domani, che fanno pensare che la vittoria rappresenterebbe una soddisfazione parziale.
Io attendo fiducioso l'esito, pronto ad aggiornare le statistiche.]]>
http://%%/it/3879.14-blog315.html http://%%/it/3879.14-blog315.html Sat, 22 Apr 2017 10:46:13 +0200
La parola a Bob Anderson qui il mio intervento su Facebook):

“Just finished reading The NY Times article. Fake news? Seems like they did their homework but who knows? Seems pretty real to me...

The focus of the article is on Coach Salazar and maybe it should be. But he is a Nike guy. I am sure someone at Nike is pushing him to the brink.

I am sure it was Phil Knight, founder of Nike, before but he is gone now. He made his billions and passed the baton. But his ways continue... let me explain.

Nike is a bully as I know when I was publishing RW. Win at all costs. Phil didn't like the results of our shoe issue so what did he do? He pulled out all Nike advertising in RW and told everyone I was paid by another shoe company to rank their shoes higher. I was even investigated by a government agency who found nothing. There was nothing.

Nike was spending over a million dollars on ads then, our biggest advertiser. They went on the offensive and attacked me personally. They knew we had over two millions loyal readers and they did not want to attack RW. So they attacked the publisher, me.

They were bullies. They even started their own running magazine and shifted more advertising to our competitor The Runner. All to hurt Runner's World. I heard that Phil Knight wrote an internal memo that said he needed to stop Bob Anderson and Runner's World.

They won the battle. I will never forget the press release they sent to all their dealers. They basically said I did not rank their shoes number one because another shoe company paid me off. Total bull shit. They really helped our competitor, The Runner.

Maybe I still would have needed to sell RW, the magazine I started when I was 17, to settle my divorce in 1985 but because Nike cost us millions in lost revenues and I had no choice when my wife wanted cash.

This is the first time I have told the real story publicly. Nike has done so much good and they have millions of loyal customers and athelete. I just got in the way.

But after reading The NY Times story my memories of those days and nights come back to me. Blue Ribbon Sports (who became Nike) was my first advertiser spending a total of $25 on a two spread spread in my second issue of Distance Running News in July 1966. Phil Knight most likely signed off on the ad, the same guy who tried to buried us years later.

Nike wins at all costs. They are a power house. They will go on the offensive.

But I wonder how could any athlete think it is okay to have some substance injected into their system. A procedure that can take up to four hours. This is not legal.

Let's get to the bottom of this. Let's get back to real running. If you are at the starting line and you have been injected with something, step out. Do not race. It just is not fair to the guy next to you. Let's clean up running NOW. Don't let the big bucks ruin the sport we love.]]>
http://%%/it/4022.14-blog316.html http://%%/it/4022.14-blog316.html Mon, 22 May 2017 15:49:04 +0200