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ottobre 2015

30/10/2015

Meb al top

Alle conferenze stampa di ieri mattina, chi mi ha maggiormente impressionato è stato Keflezighi. C'erano pochi giornalisti stranieri ad ascoltarlo, diversamente da quando ha parlato Wilson Kipsang, ma per gli americani Meb rappresenta un idolo. Penso che sia anche il corridore americano ora più pagato perché ha davvero tanti sponsor che usano e promuovono la sua immagine (scarpe, abbigliamento, calzettoni, integratori, attrezzi da allenamento).

Ha chiacchierato a ruota libera per mezz'ora, raccontando molto di sé. E' un uomo molto attaccato alla sua famiglia (tre figli) e ai genitori, ed è molto religioso. Molto spesso sono emersi questi elementi quando ha parlato della sua preparazione per la maratona di New York.

Si sente in ottima forma perché si è allenato tanto e senza infortuni, un aspetto che lo rende molto fiducioso per la corsa di domenica. Sa di non poter competere con i big, ed il suo obiettivo principale è conseguire il record americano dei master (2h13'52” di Mbarak Hussein). Meb è diventato master lo scorso maggio, e qualche giorno prima aveva corso - fine aprile - a Boston in 2h12'42” (con forti problemi di stomaco, tanto che è stato costretto a 5 pause).

Se avesse gareggiato a Chicago lo scorso 11 ottobre, avrebbe puntato anche al record mondiale master (2h08'42”), ma il percorso di NY non consente prestazioni cronometriche di questa portata.

A Chicago ha fatto il record americano un'altra allieva di Larsen, suo allenatore, Deena Kastor. Entrambi svolgono un programma di allenamento che ha la stessa struttura e si preparano a Mamoth Lake, California, a 2200 metri di quota. Meb è quindi fiducioso di poter ottenere altrettanto in campo maschile.

Per preparare la maratona di NY Meb ha corso la distanza due volte, percorrendo 23 e 25 miglia (200/210km a settimana circa), ed un altro paio di ottime uscite di 20 miglia.

Rispetto a quando era nel pieno della forma i ritmi di corsa sono rallentati di 3-5 secondi a miglio, ed inoltre rileva che ha dovuto dilatare i tempi di recupero tra le sedute più impegnative, tanto che ora ne svolge solo un paio la settimana, ma pridiligendo sempre stimoli di elevata intensità.

Inoltre, usa molto poco il cronometro (corre a tempo e non a distanza), affidandosi alle proprie sensazioni, sia in occasione degli allenamenti impegnativi sia e specialmente nelle sedute di rigenerazione, che corre anche 1' a miglio più lentamente di un anno fa.

Queste sedute, della durata di poche decine di minuti (40-50), gli servono solo per rilassare i muscoli e basta. Ora, la doppia seduta che svolge nel pomeriggio è una sorta di jogging defaticante.

Nonostante ciò, si dice pronto per scendere sotto i 2h12', e spera che il clima di domenica, previsto favorevole (14-15°), gli consenta anche di fare meglio. Si dichiara pronto ad approfittare di qualche passo sfavorevole dei propri avversari per puntare anche al podio.



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