Sito aggiornato al 31/08/2010
ORLANDO PIZZOLATO TRAINING NEWSletter
Anno 7 - numero 228
Lunedì 12 luglio 2010
Rientro dai primi due stages di montagna.Le foto dell’ultimo stage delle Dolomiti di Brenta al link Foto e ricordi Stage delle Dolomiti di Brenta .
Domenica riparto con altri due stages a Livigno. Ancora alcuni (pochi) posti disponibili, sia a luglio che ad agosto. Per informazioni chiamare Ilaria (338 6588468).
Importante: lo stage dal 30 settembre al 3 ottobre in Val d’Orcia ha cambiato sede. Soggiorneremo all’Hotel Residence Casanova. Prezzi e modalità non sono cambiati. Informazioni al link Stage Val d'Orcia dal 30/09 al 03/10 .
Blog: “Quasi in paradiso”
Durante la stagione estiva non riesco a rispondere alle mail o seguire regolarmente il forum perché sono impegnato con gli stages. Per favore, non contattatemi se non in casi urgenti.
La prossima newsletter slitta al 6 settembre, anche se di tanto in tanto aggiornerò il blog, oppure seguitemi su twitter.
Buona estate
Orlando
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Sopravvivere all'estate
In estate è molto difficile sostenere allenamenti di portata tale da far migliorare la condizione di forma. E’ ovviamente possibile migliorare il proprio rendimento se l’efficienza è bassa, oppure se si è vacanza in montagna e ci si allena al fresco, e quindi nella situazione di svolgere regolarmente allenamenti adeguatamente stimolanti.Il podista che invece rimane in città, oppure è in vacanza al mare o comunque vive e si allena con il clima tipicamente estivo, fatica anche a sostenere sedute di ordinaria amministrazione, come una semplice corsa lenta rigenerante. L’afa sollecita così tanto il sistema che regola la temperatura corporea, che bastano pochi gradi di calore per ritrovarsi ad ansimare percorrendo una leggera salita che altre volte si supera di slancio e senza particolari conseguenze a livello fisico.
In estate, quando l’afa è il predominante elemento climatico, il podista dovrebbe limitarsi a sopravvivere (atleticamente parlando) e non coltivare ambizioni di incremento dell’efficienza fisica. Gli effetti di sedute di elevato impegno potrebbero essere troppo stressanti, e invece di conseguire una sollecitazione allenante l’organismo può subire un carico eccessivamente pesante. Bisogna sempre tener presente che non è sufficiente valutare se si è stati in grado di sostenere la seduta programmata, ma quanto stress ha determinato tale impegno.
A volte capita di svolgere la seduta a scapito di un impegno psicofisico elevato, e di risentire per giorni degli effetti affaticanti. In pratica, sostenuto lo sforzo, la stanchezza permane per giorni. In tali circostanze è facile capire che si è andati oltre il limite di adattamento del corpo.
Quindi, si deve prestare attenzione ai tempi di recupero, che è preferibile allungare sia tra una seduta impegnativa e la successiva, sia nell’ambito di un allenamento intervallato. Meglio quindi programmare non più di due stimoli elevati la settimana; inoltre, si può allungare la fase di recupero di almeno trenta secondi tra una prova e la successiva, ma anche di sessanta nel corso di un allenamento intervallato.
E’ consigliabile inoltre svolgere sedute intervallate con stimoli brevi (30, 60, 90 secondi). L’allenamento frazionato breve determina una sollecitazione di buona qualità con uno stress fisico contenuto, perché la pausa tra le varie ripetizioni permette al cuore di ridurre il regime d’impegno. E’ raccomandabile non superare mai frazioni superiori ai tre minuti perché lo sforzo che ne consegue è davvero molto alto.
Non dovrebbero essere svolte neppure le sedute di corsa media: correre a lungo ad impegno sostenuto causa una sollecitazione di portata elevatissima. Chi però ha in programma di correre una maratona - o anche una mezza maratona - già a settembre, e quindi in estate svolge la preparazione specifica, può approfittare di qualche gara, anche in salita (montagna), per sostenere una sollecitazione di capacità aerobica. Si sa che correre in compagnia e stimolati dalla prestazione agonistica risulta psicologicamente meno impegnativo rispetto ad un allenamento in solitaria.
Con il clima estivo si “soffre poco” quando si corre piano, o meglio ad impegno tranquillo, assimilabile alla corsa lenta. Non dovrebbero quindi presentarsi rilevanti problemi a sostenere uscite di lungo lento, ma anche in queste circostanze è facile trovarsi a percorrere gli ultimi chilometri con le gambe pesanti e vuote. Se ciò dovesse succedere non ci si deve sforzare di percorrere ad ogni costo la distanza programmata: proseguire con testardaggine quando per il corpo lo sforzo è elevato, è il modo meno logico per allenarsi.
Ogni seduta determina delle sollecitazioni nel corpo dell’atleta. Devono ovviamente prevalere gli effetti positivi su quelli negativi, per non ritrovarsi a fare solo tanta fatica e vivere con molto disagio per il solo fatto che ci si deve allenare ad ogni costo.
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