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ORLANDO PIZZOLATO TRAINING NEWSletter
Anno 9 - numero 281
Lunedì 30 gennaio 2012
In questa newsletter parlo di un fastidioso problema che alcuni podisti devono affrontare: la pubalgia.Aggiornato il blog: "L'ultima sfida".
Prossima newsletter tecnica lunedì 6 febbraio.
Buona lettura
Orlando
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Pubalgia
Alcuni infortuni che interessano i podisti sono davvero difficili da curare e molto spesso determinano lunghe interruzioni della preparazione. Tra queste la pubalgia, un’infiammazione degli adduttori a livello inserzionale, quindi sulla parte bassa dell’addome, il pube appunto.Di base è un infortunio tipico dei praticanti sport con frequenti spostamenti laterali (calciatori, cestisti, pallavolisti, ed altri), e non è quindi specifico del podista perché nella corsa gli adduttori sono poco sollecitati. Questi muscoli lavorano nella stabilizzazione del bacino e delle gambe in fase di carico, e siccome il podista ha un gesto tecnico molto lineare, la sollecitazione degli adduttori è minima, praticamente nulla. Tuttavia, correndo fuori strada e su terreni irregolari e sconnessi, l’appoggio non è più stabile, e l’alterazione delle forze di carico che si generano sia in fase di contatto con il terreno che nel momento della spinta, si diffonde anche sul ginocchio e sul bacino. Tale squilibrio sollecita la reazione stabilizzante degli adduttori, muscoli tutto sommato poco flessibili; pertanto bastano minime alterazioni funzionali a determinare un elevato livello di tensione. La minor flessibilità dei muscoli causa trazioni sui tendini degli adduttori che a loro volta scaricano la tensione sulla sinfisi pubica. Il dolore tipico della pubalgia è appunto localizzato nel basso ventre oltre che nella parte interna delle cosce. Anche le scarpe usurate, che non danno più stabilità agli appoggi, possono essere una causa delle tensioni degli adduttori.
E’ un tipo di dolore sordo quello che caratterizza la pubalgia, e se in corsa può non dare particolare disturbo – almeno nelle forme leggere – il fastidio è invece evidente quando si muovono i primi passi appena si scende dal letto. Anche gli improvvisi colpi di tosse causano disagio perché mettono in tensione gli addominali retti, che hanno l’inserzione sul pube.
Meglio non trascurare i primi segni di tensione degli adduttori proprio perché la pubalgia è difficile e lunga da trattare, con ogni tipo di terapia, sia famarcologica sia strumentale.
Per evitare il rischio di infiammazione degli adduttori conviene dedicare del tempo (un paio di volte la settimana) all’allungamento specifico dei muscoli interni delle cosce. Inoltre è importante potenziare la muscolatura addominale per dare stabilità al bacino, oltre che svolgere esercizi di mobilità articolare. Lo so che molti podisti per pigrizia trascurano questi particolari, ma pochi minuti alla settimana possono evitare mesi di stop forzato.
Commenti
Pubalgia
Gent.mo dr. Parazza,
nel ringraziarLa per il cortese intervento con riferimento a quanto da me rappresentato, aggiungo che la “tendinopatia inserzionale del quadricipite femorale” è stata comunque diagnosticata nel corso di una specifica visita fisiatrica e, in seguito, confermata dalla “valutazione complessiva” di altri appositi esami (rx anca – bacino / RSM …).
Cordialmente!
nel ringraziarLa per il cortese intervento con riferimento a quanto da me rappresentato, aggiungo che la “tendinopatia inserzionale del quadricipite femorale” è stata comunque diagnosticata nel corso di una specifica visita fisiatrica e, in seguito, confermata dalla “valutazione complessiva” di altri appositi esami (rx anca – bacino / RSM …).
Cordialmente!
alfredo.donatucci@virgilio.it
Da Public il 31/01/2012 11:08
Pubalgia
é molto interessante sentire parlare di un argomento così grande e vasto. Ed è interessante anche leggere i vari commenti. Tuttavia, vorrei precisare che il termine pubalgia è un termine molto generico così come lo sono lombalgia o cervicalgia ad esempio. La tendinopatia inserzionale degli adduttori sulla parte bassa del pube (tubercolo pubico per la precisione)oppure degli addominali sulla sua parte superiore, sono solo alcune delle possibili cause. Nel caso del problema agli adduttori ad esempio la maggioranza degli studi dicono che gli adduttori vanno rinforzati e non allungati. o per lo meno entrambe le cose, mai solo l'allungamento. Ci sono tantissime altre possibili cause di pubalgia (che ricordo è un dolore nella zona pubica e/o inguinale) tra cui problemi lombari,all'anca,perfino problemi viscerali possono influuire. Ciò che dice il Sig. Alfredo, ad esempio asserendo che il suo problema pubalgico è legato ad una tendinopatia inserzionale del quadricipite femorale, non mi convince. Tre capi del quadricipite (vasto mediale, laterale e intermedio) si inseriscono sulla diafisi femorale, mentre uno (il retto femorale) si inserisce sulla spina iliaca, quindi in un punto abbastanza lontano dall'inguine, quindi questo non dovrebbe dare dolori al pube o al'inguine. Più probabile quindi che ci siano più fattori messi assieme, o concause.
Nella maggioranza dei casi con la pubalgia in fase "acuta" bisogna fermarsi, e al limite fare del cross training, facendo cioè altri sport che non causino dolore e che mantengano il fitness aerobico, rimandando l'attività dolorosa a più avanti. Nel frattempo si possono fare esercizi specifici di rinforzo dei muscoli che lo necessitano e di allungamento di quelli accorciati/ipertonici, curando molto l'equilibrio tra i vari gruppi muscolari, ed eventuali fattori posturali o legati all'attività o alle attrezzature sport specifiche (in questo caso le scarpe).
Quello che voglio dire è che bisognerebbe affidarsi ad un esperto come ad esempio ad un fisioterapista per inquadrare meglio il problema.
Grazie
Parazza Sergio,
Fisioterapista
Nella maggioranza dei casi con la pubalgia in fase "acuta" bisogna fermarsi, e al limite fare del cross training, facendo cioè altri sport che non causino dolore e che mantengano il fitness aerobico, rimandando l'attività dolorosa a più avanti. Nel frattempo si possono fare esercizi specifici di rinforzo dei muscoli che lo necessitano e di allungamento di quelli accorciati/ipertonici, curando molto l'equilibrio tra i vari gruppi muscolari, ed eventuali fattori posturali o legati all'attività o alle attrezzature sport specifiche (in questo caso le scarpe).
Quello che voglio dire è che bisognerebbe affidarsi ad un esperto come ad esempio ad un fisioterapista per inquadrare meglio il problema.
Grazie
Parazza Sergio,
Fisioterapista
sergio.parazza@fisioplus.it
Da Public il 31/01/2012 09:32
pubalgia
Ho letto con attenzione questo argomento , ho sofferto (e ancora non sono guarito perfettamente ) di questi dolori ma mi e' stato diagnosticato in particolare l'infiammazione dei muscoli ileo soaps, mi sai dire qualche cosa in merito a questi muscoli e se il trattamento per risolvere il problema si differenzia in qualche maniera dalle terapie della pubalgia .
Da Public il 30/01/2012 20:17
Pubalgia
Grazie Mirko per aver condiviso il suo pensiero; credo, tuttavia, di essere stato fortunatissimo a subire tali fastidi dopo quasi 10 anni di attività fisica ininterrotta, dopo tantissimi km e dopo 193 gare agonistiche in 7 stagioni, corse sempre al massimo delle mie possibilità.
Purtroppo, se avessi ascoltato i “segnali” del mio corpo, così come fatto positivamente negli anni passati, tutto ciò non sarebbe accaduto: alla fine del 2010 avevo deciso di “rigenerarmi” correndo l’anno seguente senza l’assillo del cronometro e tralasciando le varie classifiche …; invece, sono (ri)partito in quinta e fino ad ottobre in ogni gara ho registrato un record personale … poi – giustamente – è arrivato il conto … .
Pazienza, aspetterò serenamente apprezzando, molto di più, la corsa intesa come benessere e stile di vita … .
Purtroppo, se avessi ascoltato i “segnali” del mio corpo, così come fatto positivamente negli anni passati, tutto ciò non sarebbe accaduto: alla fine del 2010 avevo deciso di “rigenerarmi” correndo l’anno seguente senza l’assillo del cronometro e tralasciando le varie classifiche …; invece, sono (ri)partito in quinta e fino ad ottobre in ogni gara ho registrato un record personale … poi – giustamente – è arrivato il conto … .
Pazienza, aspetterò serenamente apprezzando, molto di più, la corsa intesa come benessere e stile di vita … .
alfredo.donatucci@virgilio.it
Da Public il 30/01/2012 19:23
Pubalgia
@Alfredo
Anch'io l'ho avuta recentemente e mi è durata parecchio tempo, a causa del fatto che riprendevo a correre (o anche solo fare bicicletta) quando non avvertivo più fastidio.
Ma temo che non debba essere quest'ultimo (la sensazione di dolore) l'indicatore da considerare per poter riprendere. A conferma di ciò ti dico che a me la pubalgia è rientrata nel momento in cui ho interrotto qualsiasi attività in cui in qualche modo si solleciti, anche indirettamente, la zona infiammata.
Per cui, secondo me, sono compatibili con la pubalgia, per esempio, esercizi per la parte superiore del corpo eseguiti in piedi. E quando si riprende a correre (dipende dal livello di infiammazione), curare molto il riscaldamento e la gradualità degli sforzi. Quando si è sicuri di essere guariti, si può, sempre con gradualità, potenziare la parte interessata [inoltre, secondo me, ha senso mantenere attiva con degli esercizi la parte interessata anche al termine del periodo di potenziamento (cioè per sempre), visto che comunque è un punto debole].
Come considerazione generale, io ritengo che questo ed altri infortuni incappano nei podisti, perchè spesso non teniamo abbastanza conto delle sollecitazioni cui sottoponiamo il nostro corpo nei vari allenamenti (e gare). Correndo, si sforzano (in % diverse) tutti (credo) i muscoli e le articolazioni del corpo umano; quindi, secondo me, tutta la muscolatura e le articolazioni vanno preparate a ciò che si sta facendo (in % coerenti all'utilizzo) con l'opportuno RISCALDAMENTO (muscolo-articolare) e POTENZIAMENTO(resistente). Questa è una cosa che molti sanno, ma non sanno tradurre in termini pratici (anch'io fino all'infortunio)
Ho voluto condividere il mio pensiero su quest'argomento.
Mirko C.
Anch'io l'ho avuta recentemente e mi è durata parecchio tempo, a causa del fatto che riprendevo a correre (o anche solo fare bicicletta) quando non avvertivo più fastidio.
Ma temo che non debba essere quest'ultimo (la sensazione di dolore) l'indicatore da considerare per poter riprendere. A conferma di ciò ti dico che a me la pubalgia è rientrata nel momento in cui ho interrotto qualsiasi attività in cui in qualche modo si solleciti, anche indirettamente, la zona infiammata.
Per cui, secondo me, sono compatibili con la pubalgia, per esempio, esercizi per la parte superiore del corpo eseguiti in piedi. E quando si riprende a correre (dipende dal livello di infiammazione), curare molto il riscaldamento e la gradualità degli sforzi. Quando si è sicuri di essere guariti, si può, sempre con gradualità, potenziare la parte interessata [inoltre, secondo me, ha senso mantenere attiva con degli esercizi la parte interessata anche al termine del periodo di potenziamento (cioè per sempre), visto che comunque è un punto debole].
Come considerazione generale, io ritengo che questo ed altri infortuni incappano nei podisti, perchè spesso non teniamo abbastanza conto delle sollecitazioni cui sottoponiamo il nostro corpo nei vari allenamenti (e gare). Correndo, si sforzano (in % diverse) tutti (credo) i muscoli e le articolazioni del corpo umano; quindi, secondo me, tutta la muscolatura e le articolazioni vanno preparate a ciò che si sta facendo (in % coerenti all'utilizzo) con l'opportuno RISCALDAMENTO (muscolo-articolare) e POTENZIAMENTO(resistente). Questa è una cosa che molti sanno, ma non sanno tradurre in termini pratici (anch'io fino all'infortunio)
Ho voluto condividere il mio pensiero su quest'argomento.
Mirko C.
igiardini81@libero.it
Da Public il 30/01/2012 16:53
Pubalgia
Gent.mo Orlando,
ho letto con molta attenzione il tuo articolo sulla “Pubalgia” in quanto, come in precedenza accennato con altra e-mail, tale patologia (e nello specifico la “tendinopatia inserzionale del quadricipite femorale”) mi disturba dallo scorso mese di ottobre; sicuramente ho peggiorato la situazione in una fase iniziale della malattia, ossia quando in condizioni non perfette ho gareggiato nella mezza maratona dei Castelli Romani (1 minuto più veloce dell’anno precedente) e, appena una settimana dopo, nella 30 km del mare di Roma (con la seconda parte più veloce), forse a dimostrazione e conferma che nell’azione specifica di corsa, come da te giustamente osservato, il risentimento, se pur fastidioso, è comunque sopportabile. Viceversa, la notte successiva a quest’ultima gara e la mattina seguente non riuscivo ad alzare la gamba (sx), così come ho dovuto poi subire le numerose fitte all’inguine mentre scendevo dal letto (…).
Ora, nonostante siano trascorsi quasi quattro mesi dallo stop (dalla corsa ma non dalla cyclette, azionata da subito con le braccia per mantenere i minimi benefici cardio-vascolari), posso dire che le cose vanno decisamente meglio in quanto riesco a camminare velocemente (anche a 7 min/km) senza alcun risentimento; tuttavia il “calvario”non è ancora finito perché, provando nei giorni passati ad inserire un paio di km di corsa lenta dopo averne camminato 6/7, ho notato che la “pubalgia” torna subito a farsi sentire non tanto con il fastidio al pube quanto con l’infiammazione al tendine (a dimostrazione e conferma, ancora una volta, di quanto sia lunga da debellare ).
Con l’auspicio di non essere stato noioso, mi sono permesso di dilungare il discorso soltanto per dirti che mai come in questo articolo, che hai deciso di mettere gentilmente a disposizione dei tuoi lettori, mi sono sentito un pò “coautore per cognizione di causa diretta”.
L’occasione è davvero gradita per inviarti i più cordiali saluti.
Alfredo Donatucci
ho letto con molta attenzione il tuo articolo sulla “Pubalgia” in quanto, come in precedenza accennato con altra e-mail, tale patologia (e nello specifico la “tendinopatia inserzionale del quadricipite femorale”) mi disturba dallo scorso mese di ottobre; sicuramente ho peggiorato la situazione in una fase iniziale della malattia, ossia quando in condizioni non perfette ho gareggiato nella mezza maratona dei Castelli Romani (1 minuto più veloce dell’anno precedente) e, appena una settimana dopo, nella 30 km del mare di Roma (con la seconda parte più veloce), forse a dimostrazione e conferma che nell’azione specifica di corsa, come da te giustamente osservato, il risentimento, se pur fastidioso, è comunque sopportabile. Viceversa, la notte successiva a quest’ultima gara e la mattina seguente non riuscivo ad alzare la gamba (sx), così come ho dovuto poi subire le numerose fitte all’inguine mentre scendevo dal letto (…).
Ora, nonostante siano trascorsi quasi quattro mesi dallo stop (dalla corsa ma non dalla cyclette, azionata da subito con le braccia per mantenere i minimi benefici cardio-vascolari), posso dire che le cose vanno decisamente meglio in quanto riesco a camminare velocemente (anche a 7 min/km) senza alcun risentimento; tuttavia il “calvario”non è ancora finito perché, provando nei giorni passati ad inserire un paio di km di corsa lenta dopo averne camminato 6/7, ho notato che la “pubalgia” torna subito a farsi sentire non tanto con il fastidio al pube quanto con l’infiammazione al tendine (a dimostrazione e conferma, ancora una volta, di quanto sia lunga da debellare ).
Con l’auspicio di non essere stato noioso, mi sono permesso di dilungare il discorso soltanto per dirti che mai come in questo articolo, che hai deciso di mettere gentilmente a disposizione dei tuoi lettori, mi sono sentito un pò “coautore per cognizione di causa diretta”.
L’occasione è davvero gradita per inviarti i più cordiali saluti.
Alfredo Donatucci
Da Public il 30/01/2012 13:29
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