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Maratona di Londra - Percorso 


 

I corridori più appassionati sanno che alla maratona di Londra è stato ottenuto, nel 2003, il record del mondo della maratona femminile (Radcliffe, 2h15’25"), ma non tutti sanno che in questa gara c’è il maggior numero di classificati: 32.563.

Perché tanta gente partecipa alla Maratona di Londra? Perché ha un percorso molto suggestivo, la presenza del pubblico è massiccia ed il tracciato è molto veloce.

La partenza è fissata al Parco di Greenwich, più conosciuto perché in questo punto passa il meridiano "0", ed i maratoneti sono schierati, in base al tempo d’iscrizione, su tre distinte partenze. La sede stradale è molto ampia ma, per quanto larga possa essere, non resta molto spazio per correre liberamente. A parte la partenza verde (quella attribuita ai maratoneti dalle prestazioni non esigenti), nelle altre il flusso è scorrevole. La blu è decisamente la partenza più veloce perché trovano spazio i maratoneti accreditati di buone prestazioni, ma anche perché la strada tende a scendere regolarmente, fino ai 4,5km dove s’incontra una salita di 500 metri circa con pendenza del 2%. I maratoneti che iniziano la loro corsa dalla partenza rossa, invece, imboccano una strada che dopo 500 metri tende a salire leggermente (1%) fino al 3°km, per poi scendere con pendenza del 3% fino al 6°km.

E’ dal 5° km che i maratoneti corrono tutti su un percorso comune, caratterizzato sempre da una sede stradale ampia, che gradualmente tende a scendere fino ad assestarsi ai 10 metri sul livello del mare. Nei primi 10km si possono guadagnare 30" circa sulla propria tabella di marcia grazie al favorevole dislivello di 40 metri che c’è tra la partenza e l’altitudine base del percorso, che è appunto di 10 metri sul livello del mare. Dal 9°km in poi il percorso è tendenzialmente piatto, ma presenta ogni tanto qualche modesto dislivello dovuto a dei sovrappassi della sede stradale.

Dopo 10,5km dalla partenza il percorso transita, compiendo tre curve di raggio molto stretto, davanti al Cutty Sark, il veliero mercantile messo ora a secco e una volta adibito al trasporto del tè, e che detiene il "record" di percorrenza dall’Australia a Londra. In questa zona la partecipazione del pubblico è massiccia, perché ci sono molti negozi e bar. Questo è l’unico punto della prima parte della maratona a destare un po’ d’interesse, ed è solo dalla mezza maratona che si entra nel vivo della gara per quanto riguarda la parte turistica. Fino alla mezza maratona appunto, non c’è nulla di particolarmente attraente dal punto di vista paesaggistico e turistico, e rimane solo che concentrarsi su di un percorso filante e interrotto, come riportato prima, solo da qualche leggero avvallamento. C’è la presenza del pubblico a rendere vivace la corsa, e la maggior concentrazione di pubblico la s’incontra nell’attraversamento del Tamigi, sul Tower Bridge. La presenza di molto pubblico in questo punto del tracciato è dovuta al fatto che la corsa vi transiterà nuovamente al 35°km, ma questa volta ad un livello inferiore del Tower Bridge. Inoltre, vicino al Tower Bridge c’è anche la Torre di Londra, e ciò contribuisce a creare una suggestiva atmosfera che aumenta la carica di adrenalina.

Poco dopo l’uscita dalla rampa del ponte, in un tratto di leggera discesa, è posta la mezza maratona, dove si dovrebbe passare con un tempo leggermente più veloce rispetto a quello previsto a tavolino. Ciò è dovuto alla maggior scorrevolezza della prima metà di gara rispetto alla seconda, che è praticamente tutta piatta se si eccettua un sottopasso sul Lungo Tamigi. Dalla mezza maratona al 35° chilometro il percorso si snoda all’interno dell’Isola dei Cani, una zona caratterizzata da alti ed avveniristici palazzi dove ha trovato spazio anche il Millennium Dome, distinguibile per la sua caratteristica cupola.

 

Questa parte di percorso può essere caratterizzata dal vento; basta un alito d’aria che, incanalato tra i "corridoi" formati dai grattaceli, può condizionare in parte il rendimento dei maratoneti. Il problema resta limitato però a quei corridori che corrono forte e si trovano davanti, mentre i maratoneti intruppati nel lungo serpentone di podisti avvertono con minor disagio l’effetto frenante del vento. Per quanto sia possibile, si dovrebbe essere accorti nello scegliere la traiettoria migliore, quella linea diritta che congiunge due curve, perché nell’Isola dei Cani i cambi di direzione sono frequenti e così si possono risparmiare metri preziosi. O quantomeno si evita di percorrere più strada, visto che la linea blu che segna il percorso è tracciata proprio sulla traiettoria più breve che un maratoneta può percorrere. Quando si è in vista della dei bastioni del Tower Bridge è un buon segno: significa che sono stati percorsi 35km, anche se in questo punto del tracciato si deve percorrere un tratto insidioso del percorso. All’uscita del tunnel che passa sotto il Tower Bridge si entra nel cortile della Torre di Londra e si corre, per circa 300 metri, sopra una stuoia verde che ricopre un tratto di pavimentazione costituita da ciottoli. Il disagio può essere marcato perché la stanchezza muscolare si fa sentire, e l’appoggio precario ed instabile contribuisce ad aumentare il senso di disagio. In questo tratto critico è preferibile procedere a passi brevi perché, anche se si aumenta il numero degli appoggi sul terreno, è più facile mantenere stabilità nell’azione di corsa. Dal cortile della Torre di Londra si esce superando una breve salita e ci si immette sul Lungo Tamigi per percorrere gli ultimi 5,5km di corsa.

La strada torna scorrevole, ma il ritmo risulta alterato quando si percorre un sottopasso; se inizialmente la corsa in discesa permette di rilassarsi un po’ (in questo frangente consiglio di abbandonare le braccia lungo il corpo per rilassare i muscoli delle spalle), quando si sale la fatica sembra aumentare e la stanchezza potrebbe evidenziarsi in modo gravoso. Per far fronte all’eventuale disagio (se non addirittura smarrimento per l’inaspettata difficoltà), suggerisco di spostare leggermente il tronco in avanti, in modo da sgravare lo sforzo sulle cosce a favore di un maggior intervento dei polpacci. Inoltre, si può alleviare il disagio della pesantezza muscolare aumentando il movimento delle braccia, a supporto dell’azione delle gambe.

L’azione "laboriosa" appena descritta non dura tanto, perché la salita è lunga poco più di 200 metri, e quando si esce dal tunnel si può scorgere, sulla sinistra, il Big Ben. Conviene prendere questo punto come riferimento per avere un’idea visiva dell’approssimarsi dell’arrivo. Quando si transita di fianco al Big Ben manca veramente poco all’arrivo, e lo si percepisce dal costante aumento dell’incitamento del pubblico, sempre presente lungo il percorso, ma in questo punto ancora più entusiasta. Lasciato il Lungo Tamigi sulla sinistra, si percorre un tratto di leggera discesa che porta a superare il 40° km. Si procede costeggiando la parte sud del St. James Park, al termine del quale si è in vista dell’imponente Buckingham Palace, e in faccia alla residenza reale si trova The Mall, il caratteristico rettilineo color rosso/marrone a metà del quale è posto il traguardo. La degna cornice di una maratona considerata da tanti suggestiva, affascinante e soprattutto veloce, e chissà che anche il tuo cronometro possa testimoniarlo.


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