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03/04/2018

Il racconto di Andrea - Un grande scrittore

RUNNERS&WRITERS
Anno 7 - numero 170
Martedì 3 aprile 2018

Un grande scrittore

Andrea era da sempre convinto di possedere le doti per essere un ottimo scrittore. A volte pensava: “Se scrivessi un libro si scatenerebbe una gara tra i maggiori editori per aggiudicarsi la pubblicazione e sicuramente tutti gli autori di best sellers internazionali come Ken Follett, Stephen King, Wilbur Smith e altri ancora impallidirebbero vedendo quanto la mia opera sarebbe gradita ai lettori di tutto il pianeta. Sono sicuro che venderei almeno il triplo rispetto al libro attualmente in cima alle classifiche di vendita. Peccato che un po’ la pigrizia e molto il dispiacere di oscurare la fama degli autori di tutto il mondo tengano bloccato il mio innato talento”.
Un po’ a malincuore aveva evitato accuratamente di scrivere, anche se di idee (così pensava) ne aveva tantissime, fino al giorno in cui aveva trovato su Facebook un racconto intitolato ‘L’antennista’, scritto da un suo amico podista ed edito da un sito specializzato nella pubblicazione di racconti: LOPcom. Poiché vedeva Elio abbastanza spesso alle gare, aveva pensato di chiedergli, alla prima occasione utile, come doveva comportarsi per pubblicare anche lui qualcosa. Aveva incontrato l’amico in occasione di una gara di cross e gli aveva parlato prima della partenza della gara perché sapeva che altrimenti avrebbe incontrato grosse difficoltà. In gara di Elio vedeva sempre la schiena, non per un particolare interesse per questa parte anatomica, ma semplicemente per il fatto che l’amico era nettamente più forte e già dai primi metri si allontanava rendendo impossibile qualunque forma di dialogo.
Elio, al quale aveva fatto i complimenti per la bellezza del racconto, gli aveva fornito tutte le informazioni necessarie e pochi giorni dopo anche Andrea era tra gli autori di LOPcom. Era certo che i suoi scritti avrebbero incontrato i favori di tutti i lettori e, non vedendo alcun ‘mi piace’ vicino alle sue opere anche a distanza di diversi giorni dalla pubblicazione, si era convinto che i gestori del sito cancellassero le migliaia di apprezzamenti che lui sicuramente riceveva per non scoraggiare gli altri autori. Nonostante ciò aveva continuato a pubblicare con una certa continuità racconti che riteneva capolavori assoluti.
Quando il sito aveva indetto un concorso denominato ‘Storie di Halloween” aveva immediatamente deciso di partecipare, sicuro che avrebbe vinto e portato gli altri vincitori ad una notorietà per loro inimmaginabile grazie alla pubblicazione su e-book che, non aveva dubbi, sarebbe andato a ruba. Era altrettanto certo che il noto scrittore Eraldo Baldini, che in base al regolamento del concorso avrebbe pubblicato sul libro elettronico due suoi racconti, lo avrebbe ringraziato per l’aumento di popolarità di cui avrebbe goduto.
Pochi giorni dopo la pubblicazione dell’elenco dei vincitori tra i quali figurava anche il suo nome (come avrebbe potuto essere diversamente?), aveva deciso di organizzare una presentazione del suo racconto. Per fare questo aveva prenotato la sala del centro sociale ‘Il Tondo’ di Lugo di Ravenna scegliendo come data il 26 dicembre alle ore 12, sperando che i circa 300 posti di capienza fossero sufficienti. Aveva provveduto a pubblicizzare l’evento sui vari social network, certo che il tam-tam che si sarebbe scatenato avrebbe portato la cosa a conoscenza di molte persone.
Il giorno stabilito si era presentato nel luogo designato alle 11:30 e il responsabile gli aveva aperto la sala dicendogli: “Mi raccomando. Come le abbiamo detto quando ha fatto la prenotazione la sala deve essere libera assolutamente entro le 13:45 perché dobbiamo prepararla per la tombola di oggi pomeriggio”. “Non si preoccupi. Chiederò a tutti i presenti, che prevedo saranno moltissimi, di uscire per tempo”.
Si era seduto al tavolo al centro del palco in attesa del pubblico. Alle 12:15, quando da oltre dieci minuti Andrea si stava chiedendo come mai non fosse ancora arrivato nessuno, avevano fatto il loro ingresso nella sala tre persone. Si trattava di Augusto (detto Gusto), di Francesco (detto Frazcou per la sua imponente mole) e di Antonio (conosciuto da tutti come Tugnou). Tutti e tre avevano superato da un po’ gli ottanta anni ed erano grandi appassionati del gioco della tombola.
Appena entrati Gusto aveva esclamato: “Me a direb d’andè in prema fila a sé us ved mei (io andrei in prima fila così si vede meglio)”, poi rivolto ad Andrea, che pensava si trattasse di persone interessate alla sua presentazione, aveva chiesto: “A siv vo’ quel che tira so’ i nomar? (sarà lei ad estrarre i numeri?)”. Andrea, un po’ sorpreso dalla domanda, aveva spiegato: “No. Io sono qui per presentare ‘Halloween horror running’ , il racconto che ho scritto e per parlare dell’e-book che verrà pubblicato”. Perplesso Tugnou aveva chiesto chiarimenti agli amici: “Cus’al det? Me a no capì gnit (cos’ha detto? Io non ho capito nulla)”. Gusto aveva prontamente risposto: “Sgond me l’ha det che l’ha scret quic quel sora i alvei (secondo me ha detto di aver scritto qualcosa sui lupini)”.
Andrea aveva iniziato il discorso che si era preparato accuratamente nei giorni precedenti esordendo con i saluti: “Buongiorno a tutti. Ringrazio questo meraviglioso pubblico, questo nutrito e qualificato pubblico”. Frazcou lo aveva interrotto: “Zuvnot, coma a fasiv a savè che nou avei zà magnè, e pu coma a fasegna a esar qualifichè se la tombola la né brisa prinzipieda? (giovanotto, come ha fatto a sapere che abbiamo già mangiato e inoltre come facciamo ad essere già qualificati se la tombola non è ancora iniziata?)”. Sbigottito, Andrea aveva chiesto: “Non capisco cosa vuol dire”. “A si stè vo’ a scorar ad ‘pubblico nutrito e qualificato’, brisa nou (è lei che ha parlato di pubblico nutrito e qualificato, non noi)”. “C’è stato un malinteso. Per nutrito intendevo numeroso mentre per qualificato competente, esperto in materia”. “Pre mumeint an sei brisa ‘numerosi’ cum ca gì vo’ vest ca sei sol in tri, quatar cun vo’ (per il momento non siamo numerosi come dice lei visto che siamo solamente tre, quattro con lei)”. “Va bene. Ora però lasciatemi proseguire altrimenti non riesco a concludere per tempo il mio intervento. Come noto a tutti ho scritto un racconto su Halloween ispirato dal ‘Tè bota team’ di Solarolo e grazie alla sua pubblicazione aiuterò alcuni scrittori dilettanti a diventare famosi, ovviamente non tanto quanto me”.
Tugnou aveva chiesto a Gusto: “E dis d’esar famos. Tè al cngnosat? (dice di essere famoso. Tu lo conosci?”. “L’è ou d’la Vela. E fa e banchir e pu e cor neica a pè. E dis che u sé mes a scrivar e che l’è famos, ma par me e dis una cazeda ataca a c’letra (è uno di Villa. Fa il bancario e inoltre corre a piedi. Dice di aver iniziato a scrivere e di essere famoso, ma per me dice una cavolata dopo l’altra).
Intanto Andrea: “ ….mi dispiace che i due scrittori che avevo invitato non siano potuti venire. Sicuramente avrebbero contribuito ad elevare la già notevole qualità di questa giornata: si tratta di Eraldo Baldini e di Carlo Lucarelli. Immagino che voi li conosciate entrambi”. Interviene Frazcou: “Mè a no brisa stugiè e na no mai let un livar, parò a so che Ceccarelli l’ha scret che e vreb fè e vei blu (io non ho studiato e non ho mai letto libri, però so che Ceccarelli vorrebbe fare il vino blu)”. “Non capisco cosa intende dire a proposito di Lucarelli, non Ceccarelli. Perché parla di ‘vino blu’?” “An so brisa se us rifaresc a e Tarbiè o a e Sansvez, parò a so che e tetul de livar l’è ‘al most blu’. A so sicur parchè u l’ha let mi anvoda Cristina (non so se si riferisce al Trebbiano o al Sangiovese, però il titolo del libro è ‘lo mosto blu’. Sono certo perché lo ha letto mia nipote Cristina)”.
Andrea aveva inutilmente tentato di spiegare che il titolo corretto è ‘Almost blue’ ed è inglese, non romagnolo. Frazcou e i suoi amici avevano insistito: “Urmai us fa un sac ad quel strei. Gim parchè sgond vò u n’è brisa pusebil fè e vei blu (oramai si fa un sacco di cose strane. Mi dica perché, secondo lei, non è possibile fare il vino blu)”.
La discussione che si era innescata era continuata fino a quando il responsabile del circolo si era presentato per dire che era giunto il momento di sgomberare il palco dove si trovava Andrea per dare modo agli addetti di sistemare i premi della tombola imminente.
Il ‘famoso scrittore’, considerato il successo della manifestazione, aveva iniziato ad avere qualche dubbio sulla sua reale fama e sulle declamate qualità di autore. “Forse” pensava “non vengo votato perché nessuno legge i miei scritti. Oggi pensavo che alla mia iniziativa partecipasse un grande pubblico, tanto che temevo di lasciare fuori un elevato numero di persone e invece mi sono ritrovato con tre vecchietti che sono entrati solamente per essere in prima fila alla tombola. Dovrei comunque ringraziarli perché mi hanno fatto capire quanto valgo realmente come scrittore e mi hanno fatto tornare con i piedi per terra”.
Da quel giorno aveva continuato a scrivere e pubblicare racconti sapendo che qualcuno avrebbe letto le sue ‘opere’, ma conscio del fatto che tra lui ed un vero scrittore la distanza era incolmabile.

altri racconti di Andrea:
Il racconto di Andrea - Le lepri di Russi
Il racconto di Andrea - Delitti senza colpevole
Il racconto di Andrea - Tutto per così poco?
Il racconto di Andrea - A caro prezzo

Andrea Menegon Tasselli

Nato nel 1958 a Lugo di Romagna dove vivo tuttora, di professione bancario, podista da molti anni. Da circa tre anni scrivo racconti che toccano vari generi (umorismo, giallo, fantascienza) con la speranza che a qualcuno piacciano, conscio comunque di essere scrittore molto dilettante.
Le mie "opere" si trovano su questi siti:
http://www.braviautori.com/andrea-menegon.htm
http://www.lopcom.it/Monografie/andrea-menegon-tasselli1



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