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13/06/2018

Il racconto di Matteo - o sport mette in movimento e avvicina persone, culture e mondo

RUNNERS&WRITERS
Anno 7 - numero 174
Mercoledì 13 giugno 2018

Lo sport mette in movimento e avvicina persone, culture e mondo

E’ sempre il momento per mettersi in moto, per iniziare a fare sport, iniziare a incontrare gente in carne e ossa e allenarsi insieme, incontrarsi, darsi un appuntamento e un ritrovo per un allenamento o per andare insieme a una gara, questo è lo sport che vogliamo.
Lo sport diventa un treno che ti porta in giro per continenti, nazioni, città e paesi per sperimentare fatica e condivisione, per incontrare gente e approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. Non c’è un momento preciso per salire sul treno dello sport, è sempre il momento per provare, per iniziare; non c'è un’età per smettere ma è importante ascoltare le proprie sensazioni e apprendere sempre dall'esperienza. Il treno dello sport a volte passa e bisogna farsi trovare pronti e decisi alla fermata per prenderlo al volo e lasciarsi trasportare per strade, ville, parchi e monti.
Puoi salire quando vuoi sul treno dello sport, puoi stare davanti o dietro, non c'è un'esatta modalità per partecipare al treno dello sport, puoi sperimentare benessere o performance o entrambi, together is much better (insieme è molto meglio).
Quello che raccontano tante persone è che lo sport rende felici, ti libera la mente da tensioni e problemi accumulati durante la giornata o nel corso di altre attività quotidiane meno piacevoli.
Sto approfondendo argomenti che hanno a che fare con la consapevolezza, la passione e motivazione, il mettersi in moto, il costruire mete, obiettivi, realizzare sogni. Si sperimenta qualcosa che ha a che fare con la gioia di vivere, vivere intensamente, vivere situazioni forti, superare crisi e problemi, uscire dalle situazioni più disperate e più difficili. Tutto ciò diventa una palestra di vita, si trasferisce tutto sulla quotidianità familiare e lavorativa, si affronta la vita con più sicurezza, con meno ansie e paure, si riesce ad andare avanti con quello che c’è.
Si possono fare grandi cose e se arriva un impedimento per qualsiasi motivo bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, non abbattersi ma cambiare solamente gli obiettivi, rimodularli in base alle proprie condizioni fisiche attuali. Per ogni problema c’è almeno una soluzione, chiuso un portone se ne possono aprire tanti altri, comunque l’esperienza fatta fa parte del bagaglio culturale ed esperienziale dell’individuo e serve nel futuro a darti sempre una mano per andare avanti con pazienza, un passo alla volta, con consapevolezza e rispettando i propri limiti.
E’ risaputo e sperimentato che lo sport incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa; inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, le crisi, le difficoltà.
E’ importante fare le cose ascoltandosi ed osservandosi con attenzione ad iniziare dal respiro, dalle sensazioni corporee, una sorta di automonitoraggio per valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio, il proprio bisogno. E’ un contattare le proprie sensazioni in cerca del meglio per sé e considerando gli obiettivi che si vogliono perseguire con piacere, passione, motivazione, impegno.
In linea di massima la passione della corsa permette di sperimentarsi, di condurre un sano stile di vita, permette di salire su un treno fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare: autoefficacia, riuscita, ma anche sconfitte e infortuni. Bisogna sviluppare consapevolezza delle proprie risorse e capacità, dei propri limiti.
La corsa aiuta a elaborare situazioni e problemi, aiuta a trovare soluzioni, a progettare, mette in moto emisfero destro e sinistro; l’emisfero destro è più immaginativo, creativo, intuitivo, impulsivo; il sinistro è più razionale, calcolatore, pianificatore, programmatore.
Ci vuole convinzione, grinta, forza, determinazione per dedicarsi ad un periodo di preparazione atletica, in base agli obiettivi, può richiedere sacrifici enormi, rinunce, spese, difficoltà, rischi, infortuni e non tutti sono disposti a questi impegni.
Quindi, la cosa importante è decidere le priorità, gli obiettivi e impegnarsi per il raggiungimento. Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale.

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Matteo Simone

Appassionato di sport come opportunità di conoscenza della propria persona e per il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. E’ inoltre psicologo clinico e psicoterapeuta Gestalt, si specializza soprattutto nell’ambito della psicologia dello sport e dell’esercizio fisico conseguendo un Master Universitario di II livello in “Psicologia dello Sport” organizzato dal Centro Interuniversitario “Mind in Sport Team” e scrivendo dei testi dove trasmette esperienze, modelli, metodi e tecniche di psicologia dello sport.
Altra sua specializzazione è la psicologia dell’emergenza e psicotraumatologia acquisita attraverso la formazione EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) e le diverse esperienze di intervento, quale psicologo volontario del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM), in ambiti critici quali il terremoto dell’Abruzzo e dell’Emilia, nonché emergenza migranti in Lampedusa.

Ha pubblicato: "Sviluppare la resilienza Per affrontare crisi, traumi, sconfitte nella vita e nello sport", MJM Editore, 2014. "Doping Il cancro dello sport", Edizioni Ferrari Sinibaldi, Milano, 2014. O.R.A. "Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport", Edizioni ARAS, Fano, 2013. "Psicologia dello sport e dell’esercizio fisico. Dal benessere alla prestazione ottimale", Sogno Edizioni, 2013. "Psicologia dello sport e non solo", Aracne editrice, Roma, 2011.

Contatti: 3804337230 - 21163@tiscali.it



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