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06/02/2018

L'equazione del rendimento

Non riesco ad iniziare a scrivere il nuovo libro perché mi manca completamente il tempo. Il lavoro è sempre tanto, ed è anche aumentato negli ultimi mesi, tanto che ho dovuto sospendere a tempo indeterminato il protocollo V.I.P. per concentrarmi solo sulle consulenze personalizzate.
Eppure, in queste circostanze non tutto è negativo, perché continuo ad avere nuove idee ed ispirazioni tecniche che potranno entrare nel prossimo libro.
Gli stimoli vengono dalle ricerche che ogni giorno mi trovo a fare sollecitato da tante situazioni, specialmente dal diretto contatto con i ragazzi del campo.
Così, nell'ultimo periodo gli stimoli mi hanno portato a definire quella che io ho definito come “equazione del rendimento”.
Questa “formula” è nata da un intuito improvviso, che probabilmente era latente per le informazioni tecniche e fisiologiche che stavo leggendo e, come scritto, per il forte stimolo che mi dà allenare i ragazzi.
Mi dispiace deludere le aspettative riguardo l'esposizione di questa “equazione”, ma volutamente non dò alcuna indicazione specifica, vista l'esperienza che mi ha portato a tutelare le mie idee in tribunale. Ma avrò modo di esporla in occasione degli stage del 2018, e quindi, se siete tecnicamente curiosi, vi invito a non perdere l'occasione di frequentarne uno nei prossimi mesi, perché nel libro questa formula non entrerà prima di qualche anno.

L'equazione del rendimento valuta gli elementi basilari della prestazione. Non si tratta di valutare il carico aerobico, anaerobico, soglia anaerobica, VO2max ecc., ma di prendere in esame elementi tecnici (non fisiologici) che vengono ancora prima di questa suddivisione.
Questa “equazione” mi consente di analizzare il carico di una singola seduta e pure di un ciclo di allenamento, in modo da sapere sempre quali elementi sono stati richiamati e in che modalità. Ma “l'equazione” mi consente anche di organizzare una specifica seduta in modo da misurare gli elementi che voglio stimolare. Ogni seduta è composta da questi elementi tecnici primari, ovviamente in vario modo ed in relazione al tipo di sollecitazione fisiologica (aerobico, anaerobico, soglia anaerobica, VO2max ecc.) che si ha in programma di stimolare.
Applicando l'equazione del rendimento si è sempre centrati sul momento della preparazione, e si è in grado di sviluppare i successivi elementi primari da allenare. Inoltre, in funzione del rendimento espresso in gara/allenamento, si modulano gli elementi primari da rinforzare per incrementare l'efficienza fisiologica (aerobico, anaerobico, soglia anaerobica, VO2max ecc.) valutando quelli che sono i punti deboli.
Gli esiti sono davvero molto interessanti e mettono a nudo la vulnerabilità delle prestazioni, specialmente per i podisti amatori. In questi casi molto spesso l'equazione del rendimento è alterata.

Con i “ragazzi del campo” ho carta bianca sulmio modo di agire perché hanno piena fiducia in me ed il loro futuro (anche immediato, di domani) è nelle mie mani. Quindi proprio grazie a loro sono libero di lasciare spazio alle idee e di usare l'equazione del rendimento (quasi) senza nessuna limitazione.

Orlando



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Commenti

modello matematico

sarebbe più corretto parlare di modello matematico
stai tentando di predire l'andamento di variabili, il termine equazione non sarebbe proprio appropriato, in quanto solo attribuibile a modelli teorici
in ogni caso va validata con dati sperimentali, confido nel tuo usuale approccio scientifico al tema

andrea dugato09/02/2018 12:02:09

Equazione

Ho un motivo in più x venire allo stage di Nembia,imparare tante cose

Brunetti Angelo13/02/2018 22:18:55