10/02/2016
VO2max e Messner - Seconda Parte
Messner, considerato uno dei migliori alpinisti/scalatori, nel 1986 è stato sottoposto ad uno studio fisiologico che rilevò un VO2max di 48,8ml/kg/min, un valore buono per un 42 enne, ma di certo non eccelso.
Si potrebbe pensare che per scalare con successo la quota dell'Everest sia necessario disporre di valori fisiologici molto maggiori. Si potrebbe infatti pensare che per gestire gli sforzi necessari per avanzare in parete, dove il VO2max scende a 15ml/kg/min (il valore minimo necessario per sopravvivere è di 7ml/kg/min), si debba essere dotati di caratteristiche fisiologiche eccezionali: un maratoneta di alto livello ha un VO2 max molto più alto di Messner (85ml/kg/min).
Messner, com'è stato anche per gli altri alpinisti che hanno scalato l'Everest senza fornitura di ossigeno, ha sviluppato con la permanenza ai vari "campi base" gli adattamenti specifici della quota, che sono ben diversi da quelli che caratterizzano le prestazioni aerobiche di un maratoneta. Per quest'ultimo, in situazioni di "carenza di ossigeno" - come avviene quando si corre a quote comprese tra 1500- 2000m - i muscoli sviluppano la capacità di utilizzare meglio l'ossigeno. Questo aspetto invece è molto meno presente nelle prestazioni a quote estreme, tipiche degli alpinisti.
Nel caso di Messner, ed ovviamente degli alpinisti che come lui arrivano a quote molto elevate, aumenta la tensione dell'ossigeno nelle arterie, situazione che favorisce una maggiore fornitura di sangue al cuore (ed anche al cervello), un aspetto che non ha niente a che vedere con ciò che avviene nei corridori che si allenano in quota.
L'aumentata tensione dell'ossigeno nelle arterie degli alpinisti è conseguente ad una maggiore diffusione dell'ossigeno nel passaggio agli alveoli. Inoltre, gli alpinisti in quota hanno un aumento degli atti respiratori, sia come frequenza, sia come profondità, situazione tipica di chi soggiorna a lungo ad alte quote, e che non si verifica invece nei podisti che si allenano in quota (1500-2000m).
Si potrebbe pensare che per scalare con successo la quota dell'Everest sia necessario disporre di valori fisiologici molto maggiori. Si potrebbe infatti pensare che per gestire gli sforzi necessari per avanzare in parete, dove il VO2max scende a 15ml/kg/min (il valore minimo necessario per sopravvivere è di 7ml/kg/min), si debba essere dotati di caratteristiche fisiologiche eccezionali: un maratoneta di alto livello ha un VO2 max molto più alto di Messner (85ml/kg/min).
Messner, com'è stato anche per gli altri alpinisti che hanno scalato l'Everest senza fornitura di ossigeno, ha sviluppato con la permanenza ai vari "campi base" gli adattamenti specifici della quota, che sono ben diversi da quelli che caratterizzano le prestazioni aerobiche di un maratoneta. Per quest'ultimo, in situazioni di "carenza di ossigeno" - come avviene quando si corre a quote comprese tra 1500- 2000m - i muscoli sviluppano la capacità di utilizzare meglio l'ossigeno. Questo aspetto invece è molto meno presente nelle prestazioni a quote estreme, tipiche degli alpinisti.
Nel caso di Messner, ed ovviamente degli alpinisti che come lui arrivano a quote molto elevate, aumenta la tensione dell'ossigeno nelle arterie, situazione che favorisce una maggiore fornitura di sangue al cuore (ed anche al cervello), un aspetto che non ha niente a che vedere con ciò che avviene nei corridori che si allenano in quota.
L'aumentata tensione dell'ossigeno nelle arterie degli alpinisti è conseguente ad una maggiore diffusione dell'ossigeno nel passaggio agli alveoli. Inoltre, gli alpinisti in quota hanno un aumento degli atti respiratori, sia come frequenza, sia come profondità, situazione tipica di chi soggiorna a lungo ad alte quote, e che non si verifica invece nei podisti che si allenano in quota (1500-2000m).
Allegati
Clicca qui se vuoi aggiungere un commento
Per procedere è necessaria l'autenticazione. Sei pregato di effettuare il login o di registrarti per un nuovo account.
Vasodilatazione
La tensione di ossigeno e' molto più bassa che a livello del mare, ciò che consente il trasporto di ossigeno è' la maggior estrazione di ossigeno dei tessuti e la vasodilatazione degli stessi
Simone10/02/2016 12:10:25