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26/04/2019

A caccia della corona - Londra 2019

Domenica a Londra si correrà una maratona di altissimo livello tecnico per la presenza dei più forti maratoneti del momento, sia in campo maschile, sia femminile. La vittoria varrà più del titolo di campione del mondo, quest'anno in programma ad ottobre a Doha, perché da tempo ai “mondiali” non partecipano i più forti. Chi si ricorda i nomi dei campioni mondiali in carica?
In campo maschile, due sono i favoriti su tutti: Kipchoge e Farah. E' molto probabile che la vittoria vada ad uno dei due, ma non si deve escludere l'inserimento di un outsider. Tra questi, i due etiopi Tamirat Tola (2h04'06” e 2° ai mondiali 2017) e Shura Kitata (2h04'49” e 2° a NY 2018).
I pronostici sono a favore di Kipchoge, visto che non perde una maratona da molto tempo. Io non sono sicuro che la serie di vittorie continuerà anche a Londra. Lo affermo per un solo motivo: non si sa come sia la condizione di forma dei due favoriti perché Kipchoge non ha gareggiato e non ci sono informazioni specifiche di come sia andata la preparazione. Farah ha partecipato e vinto (in 60'14”) una mezza maratona molto ventosa e corsa nel pieno della preparazione specifica (e quindi carico di chilometri) ed afferma che la preparazione è andata molto bene.
Io credo che i due favoriti non si siano allenati di più e più velocemente rispetto a quanto hanno fatto nella precedente maratona (2h01'39” per Kipchoge e 2h05'11 per Farah), sia perché è da tempo che sostengono carichi molto elevati, sia perché non sono più giovanissimi e anche per loro il fattore “recupero fisico” è un aspetto che può condizionare il carico di allenamento.
Penso che (ed ovviamente posso sbagliare) Kipchoge abbia margini di miglioramento molto ristretti. Per Farah c'è invece più spazio per un incremento prestazionale, non tanto sul piano organico, quanto piuttosto su quello meccanico. L'azione di corsa dell'inglese può trarre vantaggio dal miglioramento dell'economia (oscillazione verticale, mentre altri aspetti del gesto della corsa non sono più gestibili, vista l'età).
Io penso che Farah possa ora finire la maratona in 2h04'10/30”; certamente lontano dal tempo fatto a Berlino a settembre da Kipchoge, ma penso che possa essere sufficiente per vincere.
Sarà molto interessante vedere come si comporteranno i due rivali quando i “pacer” (61'20-30” alla mezza) avranno finito il loro compito. Farah non ha alcun vantaggio a stare davanti a fare il ritmo. E' probabile che i due correranno spalla a spalla, e sarà una bella sfida. A Berlino Kipchoge ha percorso gli ultimi 2195 in 6'21”. Farah in 6'25” ma con la pioggia e con tre curve a 90°.
In gara anche l'azzurro Yassine Rachik, per puntare al miglioramento del primato di 2h12'09”, ottenuto ai campionati europei dello scorso anno a Berlino (terzo posto).

La gara femminile è ancora più quotata rispetto a quella maschile. Sono presenti quattro maratonete con primato inferiore a 2h19', e che hanno vinto le maratone più quotate del 2018:
New York per Mary Keitany (2h17'01” di primato), Londra per Vivian Cheruiyot (2h18'31”), Berlino per Gladys Cherono (2h18'11”) e Chicago per Brigid Kosgey (2h18'35”).
Io penso che Mary Keitany possa essere la favorita principale (ha dichiarato di voler puntare al primato mondiale di 2h15'25” di Paula Radcliffe!), visto anche come ha corso a NY lo scorso novembre, percorrendo l'impegnativa seconda parte in 65'58” (3'14”).
Se sulla carta Keitany può sembrare imbattibile, sulla strada la keniana può essere vittima della sua stessa esuberanza. E' successo proprio lo scorso anno a Londra, quando assieme a Birhane Dibaba è passata ai 10km in 31'46” (3'10”5) e alla mezza in 67'16”.

La vittoria di queste sfide è l'aspetto più importante, al di là del riscontro cronometrico. Varrà il prestigio di essere il re e la regina della maratona per il 2019.

Per domenica è prevista una giornata con cielo coperto, 14-15° e bassa probabilità di pioggia. Purtroppo è previsto del vento.

orlando

foto tratta dal sito atleticalive.it



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Commenti

E così ha vinto ancora Kipchoge. Il secondo è stato grandioso e se non è una meteora ne sentiremo parlare. ma il modo in cui Eliud ha staccato tutti al 40esimo (prendendo il suo rifornimento al contrario degli avversari) mi ha veramente impressionato. Mo è sembrato perso andando in crisi a Canary Wharf (20 miglia) forse perché aveva spinto troppo per stare con gli altri. Spero non ritorni in pista per evitare figuracce ma ha molto da digerire a livello di testa prima di tornare a competere

Marco29/04/2019 09:53:47

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