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08/05/2020

Riflessioni e propositi

L'entusiasmo di tornare a correre liberamente per strada gradualmente dovrebbe lasciare spazio alle normali sensazioni che si ha quando ci si allena, e i pensieri tornano ad essere più razionali, regolati dalle sensazioni che si avvertono sotto sforzo.
I riscontri cronometrici dei vari allenamenti non dovrebbero però condizionare il proprio umore, considerando che l'efficienza è senza dubbio calata un po', anche per i podisti che hanno potuto allenarsi sul tapis roulant, perché difficilmente sul nastro si può esprimere una meccanica di corsa efficiente.
In questo momento di ripartenza è utile, come si fa ad inizio di una nuova stagione di allenamenti, porsi degli obiettivi e darsi nuovi propositi.
Proprio ora, momento in cui si parte con una condizione di forma molto bassa, è piacevole verificare che di settimana in settimana la propria efficienza migliora. Sull'entusiasmo di questa crescita fisiologica si deve già programmare l'evoluzione tecnica degli allenamenti, considerando che fra qualche settimana ci si troverà ad affrontare anche il condizionamento del clima estivo (c'è chi predice che sarà un'estate molto calda. Come sempre, ovviamente!).
Dopo questa prima fase di condizionamento aerobico è necessario orientare la preparazione su aspetti specifici.
Considerando che non si potrà tornare a gareggiare a medio termine, credo che ora sia il momento per fare anche qualche riflessione tecnica.
Questi sono i miei spunti.

Quali sono gli aspetti fisiologici sui quali si è meno efficienti?
Non essendoci gare su cui finalizzare la preparazione, è ora il momento ideale per svolgere le sedute che hanno effetto sui punti deboli, anche facendo allenamenti più concentrati – aspetto che non si applica quando si è in una stagione agonistica.

Quanto si è motivati a “lavorare” per rinforzarli?
Spesso non si curano gli aspetti che rappresentano i punti vulnerabili perché si è condizionati dalla presenza di gare a cui partecipare.

Quali sono le distanze di gara nelle quali si vuole esprimere al meglio il proprio potenziale?
L'attività agonistica di un amatore è caratterizzata da una grande densità di gare, spesso troppe per favorire il massimo rendimento.

Quali sono le distanze in cui ci si esprime al meglio del proprio potenziale?
Spesso è il piacere di correre particolari distanze, ed anche il partecipare a specifici tipi di manifestazioni a orientare il podista nella scelta delle gare. A volte il rendimento che il podista amatore esprime è però inadeguato alla scelta fatta. Quasi sempre, con l'aumentare della distanza di corsa il rendimento cala (conservazione della velocità) rispetto alle distanze più corte.

Si è ancora in una fase di evoluzione tecnica, vale a dire si riesce sempre a migliorare i tempi in gara?
Con il passare degli anni l'efficienza fisica ovviamente cala, e di conseguenza si riduce il rendimento prestazionale. Probabilmente è arrivato il momento di cambiare qualcosa nella preparazione, inserendo elementi tecnici mai fatti in precedenza.

Si rilevano sempre dei miglioramenti tecnici in allenamento, o ci sono situazioni, aspetti ed elementi che non lo permettono?
Come riportato per lo spunto precedente, è probabile che sia necessario apportare delle modifiche tecniche, e non c'è momento migliore di quello attuale per agire sulla fisiologia, senza condizionamenti che arrivano dal cronometro.

Insomma, questo è un buon momento per fare valutazioni, propositi e attivarsi per essere più efficienti nel momento in cui si potranno fissare le gare da correre.

orlando



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