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05/09/2020

Un cane alle calcagna!

In alcuni dei recenti meeting di atletica della Diamond League si è visto che, in occasione delle gare di mezzofondo, una serie di luci – di solito azzurre o verdi, e spesso anche entrambe nello stesso momento – si accendevano in sequenza cadenzata lungo il cordolo della pista. Si tratta di riferimenti luminosi che forniscono l'andatura da tenere per fare un certo tempo. Le luci verdi corrispondono al record del mondo, quelle azzurre danno invece il ritmo da sostenere per migliorare questo primato. Le azzurre sono di supporto ai ‘pacer’, comunemente definiti anche ‘lepri’, quei corridori designati a fare il ritmo e validi punti di sostegno e di riferimento per riuscire a dare il meglio senza commettere errori di distribuzione dello sforzo. I ‘pacer’ sono però umani, e come tali vulnerabili nel compito per il quale sono stati ingaggiati. Molto spesso si assiste a partenze molto più veloci del passo indicato dai tecnici per ottenere uno specifico risultato cronometrico, tanto che i corridori che stanno gareggiando procedono distaccati di svariati metri.
Le scie luminose invece non commettono questi errori, pertanto sono punti di riferimento molto affidabili che possono guidare il corridore ad esprimere al meglio il proprio potenziale. Sono quindi da considerare di grande aiuto, specialmente per coloro che hanno poca sensibilità ai ritmi di corsa.

Non è il caso dei professionisti della corsa, abituati in allenamento ad inanellare giri su giri, o a percorrere migliaia di chilometri a vari ritmi, e per questo hanno grande sensibilità allo sforzo.

Per gli amatori, disporre di questo supporto tecnico sarebbe di grande aiuto perché una buona parte non riesce a discriminare l'andatura da tenere nelle varie distanze.

Per quanto mi riguarda, non ho mai apprezzato il supporto di una ‘lepre’ perché preferivo seguire le mie sensazioni, tanto che ho espresso il meglio del mio rendimento facendo molto spesso dei ‘negative split’. In qualche occasione ho però potuto apprezzare il riferimento del ritmo indotto non da una scia luminosa, ma da uno stimolo sonoro. Ricordo che in qualche test il suono del ‘bip, bip, bip’ che dava il ritmo da tenere, mi faceva più compagnia che darmi il passo.

Senza dubbio, uno stimolo - visivo o sonoro - dà una ‘spinta’ a stare davanti al riferimento, fosse anche solo di un passo. In questo caso, il supporto non viene dal pacer che ti sta davanti, ma da... un ‘cane che ti sta alle calcagna’!

orlando



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