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Tutta l'esperienza e la passione di una vita di corsa.
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dicembre 2017

22/12/2017

Auguri 2018: Il nido di calabroni, Oscar, lo spazio, i miei ruoli, e l'elogio del “non fare”

12 mesi fa ho scritto i miei auguri per il 2017, e in un lampo è passato. Rieccomi a ridosso delle festività a tirare le somme dell'anno che si sta concludendo e alle mie consuete considerazioni.

Con gioia annuncio anche i vincitori della Borsa di studio Orlando Pizzolato: una scelta per me e Ilaria molto difficile, che ci ha costretti a... aggiungere un quarto vincitore: Nadia Battocletti, Giovanni Gatto, Alberto Mondazzi, Sergiy Polikarpenko. Qui le schede dei vincitori.

Dal 23 dicembre al 8 gennaio come al solito mi prendo una pausa, sperando di riposare e ricaricare le pile. Quindi saranno sospese tutte le mie attività (tranne l'iscrizione ai viaggi), anche se la casella di posta ovviamente non sarà chiusa e le mail saranno libere di entrare. Abbiate però pazienza per le risposte, perché al mio rientro la fila di comunicazioni sarà come sempre... infinita! Ricordate che il calendario degli stages è già online!

Del mio 2017 vi racconto una storia:
Nel mio prato c'è una casetta di legno, un tempo luogo ideale per i giochi di Anna e Chiara e ora riparo per i miei attrezzi. Ad inizio estate mi accorsi che una colonia di calabroni aveva deciso di costruire il proprio nido al suo interno. Ero in partenza per gli stages e decisi di non fare nulla, ci avrei ripensato al mio rientro. Quando tornai a casa, un alveare enorme pendeva dal tetto, e un nugolo ronzante impediva a chiunque di avvicinarsi.
“Chiama i pompieri/la protezione civile/il Comune/ i giardinieri/”!!! - ognuno a prodigarsi nel dare consigli...
Alla fine, dopo avere appurato che nessuno, tranne me e la mia famiglia, poteva avvicinarsi all'enorme alveare e rischiare di essere punto, decisi di lasciare che la natura facesse il suo corso, in accordo con il detto “Vivi e lascia vivere”.
Fu una tranquilla convivenza, venni punto solo in una occasione e in più parti del corpo, sfatando così la credenza che 4 (o 7?) punture di calabrone potessero uccidere perfino un cavallo...
La natura ha fatto il suo corso: i calabroni sono morti con l'arrivo del freddo, l'alveare è precipitato a terra sopra la poltiglia di melassa ormai marcia, e a me non è rimasto che lasciare aperta la porta della casetta per fare uscire la puzza di marcio che chissà mai se e quando se ne andrà...
A volte si fa tanto rumore per nulla. La natura, che spesso aborriamo, se lasciata in pace ha il suo equilibrio, ma spesso noi ci mettiamo il naso e scombiniamo i piani. O forse, semplicemente, non lasciamo spazio... non lo lasciamo alla natura, che releghiamo sempre più in spazi limitati, non lo lasciamo a chi fugge dalle guerre, non lo lasciamo a chi temiamo ci possa invadere.

Sono fermamente convinto che ogni essere vivente abbia diritto alla vita, e considero tutti gli esseri viventi alla pari. Scrivo “vivente” (non umano) perché fauna e flora rientrano in questo equilibrio, alla pari dell'uomo.

Per lo stesso motivo sono sempre stato a favore della libertà di pensiero e di espressione, ma altrettanto convinto che ogni libertà deve sottostare ad alcune regole basilari che non possono mancare in una pacifica convivenza: rispetto dell'altro, del suo spazio vitale e dei suoi credo finché non c'è danno per il prossimo.

Con questi semplici principi sono arrivato a metà secolo senza grossi problemi e in sintonia con le persone che conosco. Ecco perché la vicenda che mi ha portato in tribunale mi ha creato tensione e dispiacere, e ho desiderato chiudere in fretta questo capitolo spiacevole della mia vita. Per fortuna ora è solo un brutto ricordo e sono tornato a dormire i miei sonni tranquilli. E mi viene spontaneo considerare che “fortunatamente” ero io la parte lesa, perché non sopporterei di difendermi e trovare scusanti a delle mie colpe.

Al di là di questa vicenda negativa comunque conclusasi a mio favore, dell'anno appena trascorso restano vive nel ricordo soprattutto le esperienze positive, che mi hanno plasmato e in un certo senso modificato. Come ognuno di voi, rivesto anch'io molteplici ruoli nella vita quotidiana, alcuni piacevoli, altri meno.
Sono tornato ad essere atleta, pur senza competere, dopo lo stop forzato dovuto all'intervento alla spalla. Un ruolo che mi calza a pennello, perché la corsa, quando ce l'hai nel sangue, fai fatica a lasciarla.
Sono sempre un lavoratore accanito, con stages, stesura di articoli, compilazione di tabelle e analisi di diari a riempire ininterrottamente la mia giornata. Lo faccio con passione, ma a volte le scadenze sono pressanti e mi pesano.
Quando stacco dal lavoro, divento allenatore dei giovani atleti della società locale, altro ruolo che mi appassiona e che riempie, oltre alle ore serali, anche le poche domeniche libere che mi restano. Tornare sui campi per le campestri e negli stadi per la stagione in pista è stato un rivivere gli anni più belli della mia vita di atleta. Mi piace questo ruolo, anche se molto responsabilizzante, che io definisco più da educatore che da allenatore.
Sono anche padre di due splendide figlie che mi sono sempre vicine (anche se la più grande ha ormai la sua famiglia e non vive più con noi), e con la più piccola sto tessendo un rapporto speciale da padre-allenatore, che al momento dà soddisfazione ad entrambi.
Il mio ruolo di marito passa spesso in secondo piano, travolto dalle priorità di tutto il resto, ma Ilaria sta nella mia stessa barca e capiamo entrambi che questo periodo di passaggio, così pieno d'altro, ci lascerà presto il tempo per riempirsi di noi due.
Nel nostro 2017 è passato anche Oscar, il piccolo uccellino che Ilaria ha recuperato davanti all'uscio di casa prima che il cane se ne accorgesse: lo abbiamo nutrito, riscaldato, aiutato a sopravvivere e poi consegnato all'amico Giancarlo Ferron della Forestale prima di partire per gli stages, perché lui finisse di “renderlo autonomo” e lo liberasse...
Sono sempre affamato di conoscenza, di imparare dagli altri quanto non so o quanto è giusto mettere in discussione, perfettamente a mio agio se devo ricredermi su tanti capisaldi della metodologia dell'allenamento. Allo stesso tempo non capisco le persone convinte dei loro dogmi, che rinunciano ad aprirsi a nuove esperienze convinte di agire sempre in modo corretto. Questo mio ruolo di “esploratore” di nuovi mondi mi ha portato ancora una volta a Beaverton da Jerry Schumacher, e lo scambio di idee e opinioni è stato ancora una volta reciprocamente fruttuoso. Per il 2018 ho in programma un'altra esperienza simile, in luogo e contesto diversi.
Sono tornato a vestire i panni anche del “vincitore”, ormai datato ma nostalgicamente acclamato (è stato emozionante, lo ammetto!) in quei giorni trascorsi a New York in occasione del mio riconoscimento e ingresso nella Hall of Fame della New York City Marathon.
Il ruolo che mi diverte di più è quello nel quale poche volte riesco a calarmi, e che mi porta a sistemare, mettere in ordine, eliminare e pulire. Ilaria mi dice che, come un personaggio di un libro che ha letto, mi piace “mettere ordine nel mondo”. Forse ha ragione, e resto sempre incline a preferire il poco al tanto, l'essenziale al superfluo, il minimo impatto all'eclatante e al vistoso, nel rispetto di esseri e ambienti che hanno bisogno del proprio spazio. E quindi libero gli angoli, disfo gli accumuli, “faccio spazio”, soprattutto evito di riempire.

L'auspicio per il mio 2018 è di fare spazio anche nei miei impegni, di ridurli e trovare più tempo per godermelo questo spazio... vorrei cercare di “non fare”, di “non agire”, per tendere sempre verso quella sobrietà, quel “dietro alle quinte”, quel “passare inosservato” che tanto mi piace.
Ma non è facile riuscirci, perché la mia carriera di atleta prima e di preparatore atletico poi, mi costringono a vestire spesso un ruolo centrale.

Auguro quindi a voi un 2018 pieno traboccante di tutto quello che desiderate, come un bel sacco che sta a voi riempire con tutte le vostre aspirazioni, i vostri sogni e desideri.

A me, un 2018 sobrio e pacato, all'insegna della lentezza e della calma, come un sacco che vorrei svuotare di tutti gli stimoli che affollano la mia giornata per fare spazio. C'è tempo per riempirlo, e magari mai del tutto. Io, nel frattempo, vorrei godermi questo spazio vuoto, assaporando con calma il tempo che passa.

Buone feste

Orlando



Allegati

Commenti

Bellissime parole Orlando !

Conosco i giorni, i mesi, e gli anni che scappano via in un istante...
e di tanto in tanto assaporo rare giornate senza fare assolutamente nulla
per lasciarmi coccolare dal tempo che non passa mai.
Tanti auguti a te, a Ilaria e alla vostra splendida famiglia

Luca22/12/2017 19:25:33

Natale 2017

Orlando non so se più forte sui campi di gara o allenamento o piuttosto nella vita di tutti i giorni: sei positivo in ogni situazione, per questo anche se sono un tuo ex stagista, ti seguo ancora nei tuoi commenti da cui traggo sempre quancosa di utile. Grazie e tanti auguri a te e Ilaria e alle tue figlie anche se le ho vista solo da piccole.

Flavio Dal Molin23/12/2017 08:22:40

Auguri

belle e profonde considerazioni Orlando. Ti leggo sempre e faccio tesoro di quello che mi hai trasmesso con la tua passione e dedizione. Nel mondo c'è tanto rumore, e spesso si ha bisogno di silenzio e calma per ritrovarsi. Un abbraccio a tutti voi.

Enrico Bava23/12/2017 12:09:54

Auguri 2018

Bellissimo questo aspetto della natura, animali e ambiente, Bravissimo e lo condivido in toto; auguri a tutta la tua famiglia e che il prossimo anno sia ricco di Belle Cose per tutti Noi.

pieffem23/12/2017 19:09:33

Presenza ispiratrice

Anche se non ci siamo mai incontrati, da oltre dieci anni sei per me una presenza ispiratrice: ho cominciato a correre con le tue tabelle e i tuoi consigli e ho continuato a leggerti regolarmente. Sei non solo un grande atleta e un tecnico preparato, ma una gran bella persona. Ti auguro gioia e serenità in queste feste e nell'anno a venire.

Alessandra24/12/2017 07:01:13

Auguri 2018

Il mio unico stage fatto con Orlando risale ormai a dieci anni fa. Per vari acciacchi è rimasto l'unico e ultimo.Mi rallegra sapere che altri "ex atleti" aspettano con piacere di leggere i post di Orlando,sempre sinceri e toccanti.Auguri a tutti

Anonimo24/12/2017 14:13:23

Auguri 2018

Scusate mancava la firma

Alfredo24/12/2017 14:14:54

Svuotare per ritrovarsi

Mi piace tutto di quello che hai scritto ma mi ha colpito in particolare un passaggio, forse secondario, perché ha toccato da vicino anche me in questo 2017: "il ruolo di marito che passa spesso in secondo piano, travolto dalle priorità di tutto il resto". Colgo quindi l'invito a "svuotare" e l'augurio di rileggerti nel 2018 sperando di condividere ancora "la barca con la mia compagna", perché dirsi "entrambi che questo periodo di passaggio, così pieno d'altro, ci lascerà presto il tempo per riempirsi di noi due", è per me particolarmente difficile e ci vuole tanto tanto ottimismo.

Marco Macelloni26/12/2017 11:54:48

Buon 2018 a tutto lo Staff

Grazie per il Tuo bellissimo scritto. Non credo di aver molto da aggiungere in quanto il contenuto dello stesso è ben chiaro. Così va la vita Orlando, ne facciamo parte e dobbiamo "giocarcela" fino in fondo perchè forse molti non sanno quanto è preziosa. Stiamo percorrendo un percorso che a volte presenta molti ostacoli sta a noi superarli con la giusta capacità, tenacia e forza. Sono un "tapascione" o/e podista amatore da sempre. Ho avuto molto personalmente da questa splendida passione, la soddisfazione più grossa quella di scendere sotto il muro delle 3h in maratona in diverse occasioni. La vita, la famiglia, i soldi, il lavoro (Una vita nell'Arma dei CC) la salute, mi ha portato fino ad ora a far si che un mio sogno (come quello di molti podisti) non si avverasse e cioè partecipare alla maratona più bella del mondo New York. Ultimamente ho dovuto affrontarne una terribilmente dura per sacrifico fisico e mentale ( un linfoma al midollo) non tanto per me lo ammetto senza alcuna falsità, ma soprattutto per gli affetti che mi stanno intorno.Diciamo pure che una vita di lavoro in mezzo ai problemi di ogni genere oltre che a quelli familiari, mi ha aiutato a maturare moltissimo e temprato come una roccia. Ora grazie a Dio e all'aiuto di medici preparati non solo professionalmente ma anche deontologicamente sono rinato. Questa esperienza non è stata del tutto negativa, anzi, mi ha fatto scoprire un nuovo modo di belle persone ma soprattutto che lo stato c'è non sempre è come si dice. Chiudo questa parte personale per non annoiare dando un consiglio permettimelo a molti e cioè "mai piangersi addosso-mai un passo indietro" la vita è bella e come tale deve essere sempre affrontata. Mai smettere di sognare perchè a volte i sogni si avverano infatti il mio sta per avverarsi la preiscrizione alla maratona di new york 2018 è stata perfezionata con Terramia e con me uno Staff d'eccezione mio figlio! E i Tuoi preziosi consigli. Si Perchè voglio sia da esempio non solo per Lui ma per tutti e per tutte quelle persone che soffrono il tumore e/o stanno male. Per i molti podisti/maratoneti amici ricordo che il miracolo non è essere giunti al traguardo ma avere avuto il coraggio di partire. Auguri a tutto il mondo e al Tuo Staff.

Roberto Rossi28/12/2017 14:23:15

Auguri e saluti in piena condivisione

Bello leggere le tue parole Orlando e bello leggere quelle di chi, come me, ti segue in questi post. Condivido tutto quanto, “originale” e commenti, evidentemente la passione che ci accomuna rappresenta una selezione non solo per il nostro approccio “sportivo” alla vita, ma anche per quello mentale ed etico.
Un caro saluto e buona vita a tutti!

Franco Zuntini11/01/2018 17:17:28

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