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13/04/2018

Boston, americane e africane a confronto



Per i podisti appassionati di maratona, sono in programma per i prossimi giorni due maratone di grande rilevanza tecnica. Lunedì 16 aprile si svolge la maratona di Boston e domenica 22 la maratona di Londra.
Nella prima prova l'interesse è molto forte sulla gara femminile perché il campo di partenti comprende, oltre ad africane di alto livello, le più forti maratonete americane.
Saranno in gara, in ordine di primato:

Deena Kastor 2h19'36”
Jordan Hasay 2h20'57”
Shalane Flanagan 2h21'14”
Desiree Linden 2h22'38”
Serena Burla 2h26'53”
Molly Huddle 2h28'13”
Kellyn Taylor 2h28'40”

Oltre a loro, saranno in corsa anche:

Aselefech Mergia 2h19'31”
Edna Kiplagat 2h19'50”
Buzunesh Deba 2h19'59”
Mamitu Daska 2h21'59”
Madai Perez 2h22'59”
Carolin Rotich 2h23'22”

Per la gara femminile americana il prestigio di vincere a Boston è molto alto, che si traduce in fama e grande ritorno economico. Lo testimonia quanto è accaduto a Flanagan dopo la vittoria a NY 2017.
Il mondo della maratona femminile americana, così come l'attività del mezzofondo, è in grandissimo fermento e si traduce per le ragazze in guadagni molto elevati (mediamente si parla di contratti di 400-500 mila dollari all'anno, che raddoppiano per atlete del calibro di Flanagan).

I pronostici per la vittoria della maratona femminile non sono così netti e le africane dovranno esprimere al meglio il loro talento. Kiplagat (38 anni), vincitrice lo scorso anno, non sembra avere lo smalto per confermare il titolo. L'etiope Mergia, la più veloce sul piano cronometrico, è reduce da un ritiro alla maratona di Dubai; di solito, dopo una negativa prestazione c'è quasi sempre il riscatto.
Io propendo per Flanagan, che secondo Jerry (Schumacher) ha la stessa condizione di forma di NY2017, ed in questo caso sarà difficile staccarla. Il compito potrebbe toccare a Molly Huddle, data in gran forma dell'allenatore Ray Treacy, tanto che afferma che la sua allieva può correre in meno di 2h20' su percorso pianeggiante. Huddle viene dalla pista ed ha un ottimo passo per distanze medio corte.
Se non fosse che dei problemi di fascite plantare hanno ridotto un po' la preparazione di Jordan Hasay, si potrebbe mettere anche lei tra le contendenti la vittoria, come fa il suo allenatore Alberto Salazar. La bionda californiana non sembra avere però la forma dello scorso autunno, quando arrivò seconda a Chicago in 2h20'57”.

Prendere a riferimento questi parametri tecnici per definire la probabile vincitrice della 122a edizione della maratona di Boston può non essere corretto, perché per il giorno della gara sono previsti forti temporali. Questa situazione ha una forte incidenza, sia sull'efficienza fisica, sia sullo stato mentale per sostenere il massimo sforzo.
La capacità di non essere condizionabili potrebbe fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Quindi potrebbe non vincere la più forte sulla carta, ma la più abile sulla strada.

Io punto su Flanagan.

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