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29/01/2019

Alleno la mente per correre bene

Andare a correre a fine pomeriggio o di sera, dopo una giornata di lavoro, può non essere così produttivo in termini di rendimento, anche per chi fa un lavoro “passivo” sotto l'aspetto fisico.
Stare davanti ad un computer, o svolgere un lavoro che richiede attenzione mentale, è un'attività che condiziona il rendimento allo stesso livello di chi spende più energie fisiche, come per esempio un pittore, un agricoltore, un muratore ecc.
La stanchezza di fine giornata è ovviamente differente: più mentale per i primi (chi ha un lavoro “passivo”), più fisica per i secondi, ma in termini di rendimento non c'è tanta differenza.
Lo rileva uno studio condotto presso l'Università del Galles svolto su ciclisti e podisti di alto livello.
Il minor rendimento è rilevabile essenzialmente per sedute di elevato impegno fisico, per intenderci quelle che determinano uno sforzo che supera l'80% del VO2max. Nei soggetti presi in esame si è riscontrato che il loro rendimento, in un test massimale, era calato mediamente di 45” dopo che avevano trascorso un'ora e mezza davanti al computer svolgendo test specifici.
Secondi i ricercatori, l'affaticamento mentale determina un aumento di adenosina (un neurotrasmettitore) che ha effetti specifici quando si deve sostenere un compito che richiede elevata concentrazione.
Gli atleti della ricerca non evidenziavano particolari cali di rendimento quando lo sforzo da sostenere era di bassa intensità. Come riportato prima, il rendimento calava maggiormente quando la seduta era impegnativa, ma l'aspetto particolare è stato verificare che il rendimento non era tanto inferiore durante lo stimolo elevato (seduta intervallata), ma piuttosto nella fase di recupero. Generalmente, gran parte dei soggetti hanno dovuto allungare il tempo di recupero tra le prove per completare il compito previsto.
Un miglioramento nel rendimento si è avuto quando i soggetti della ricerca hanno assunto caffeina prima di svolgere l'allenamento.
La soluzione più efficace per migliorare l'affaticamento determinato da compiti che richiedono attenzione mentale è ... allenare il cervello a sostenere elevati compiti mentali (brain endurance training). Questa strategia ha effetti positivi anche sugli atleti professionisti, i quali non sono condizionati nel rendimento da compiti professionali cognitivi, ma subiscono un'alta sollecitazione nervosa durante le competizioni.
Anche per gli amatori è allenante sottoporsi a stimoli che migliorano la resistenza mentale, come per esempio imparare a memoria una poesia (e ripeterla anche durante l'allenamento stesso), o studiare un articolo, o fare operazioni numeriche (anche sotto sforzo).
La stessa partecipazione a gare di elevato impegno nervoso e mentale diventa uno stimolo molto allenante. In questo, i professionisti hanno evidenziato una capacità di tenuta molto maggiore degli amatori.
Ma questo, si sa, è il loro mestiere.

orlando



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Condivido tutto e conosco bene l'argomento. Di mia iniziativa spesso prima dello specifico settimanale intervallato prendo il caffè come se andassi a fare una gara. Io sono della categoria dei podisti che fanno un lavoro stressante ma non fisico. Questo mi consente di correre agevolmente quasi tutti i giorni, per me la corsa è proprio uno sfogo, non ho nessun problema a fare i lenti, ma ho grossi problemi a fare gli intervallati specie in modo estensivo, a causa del notevole carico di stress psichico. Il mio rimedio oltre al caffè è quello di crearmi ogni volta degli intervallati che mi divertano il più possibile il cervello, per tipologia e soprattutto per variazioni di location. Invento. Invento cose nuove per divertirmi.

nicola01/02/2019 12:05:37

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