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16/04/2020

In attesa delle gare

L'impossibilità di gareggiare è una situazione che determina un calo di motivazione. Senza obiettivi agonistici per cui allenarsi, è difficile mantenere uno specifico regime di allenamento, anche perché i podisti che riescono ancora ad allenarsi svolgono le sedute in un contesto forzato, come su tapis roulant o mini circuiti di qualche centinaio di metri.
Non è la prima volta che io vivo una situazione simile, anche se il contesto è diverso perché – seppure “critico” - non era drammatico come quello attuale.
Tra il 1973 ed il 1974, per chi lo ricorda, c'è stato il blocco della viabilità: ogni mezzo motorizzato privato non poteva girare nei giorni festivi a causa dell'austerity, conseguente alla “crisi petrolifera” (blocco del canale di Suez, aumento dei prezzi dei Paese produttori e relativo embargo).
Alcune delle gare in calendario (che erano comunque poche - forse una decina da ottobre a marzo) erano state anticipate al sabato, ed altre invece erano rimaste in programma la domenica. A queste si andava in bicicletta se non si doveva percorrere più di una ventina di chilometri da casa, e ricordo che ad una – organizzata più vicino al mio paese – eravamo andati con il carro trainato da un paio di cavalli.
Alle gare fuori provincia, distanti oltre una ventina di chilometri, con rammarico non vi partecipavamo e ci dispiaceva tanto.
Eravamo un gruppo di una quindicina di podisti, dai 12 anni in su; non mi ricordo quanto “vecchi” fossero i corridori più grandi e per compensare la mancata partecipazione alle gare, le “organizzavamo” noi.
Il sabato, o la domenica mattina, ci si accordava nel percorrere specifici tracciati, quasi sempre in campagna perché le gare di quel periodo si correvano essenzialmente fuori strada, ed anche in circuito. In questo modo i più “piccoli” percorrevano distanze adeguate.
Nei percorsi che definivamo qualche giorno prima, inserivamo specifiche difficoltà – quasi sempre salite “spacca gambe” nelle quali ci si sfidava a percorrerle senza dover camminare. Mitica era la cronoscalata dell'Angelo: una salita di 1900m con pendenze massime prossime al 25%.
Non c'erano ovviamente premi perché si correva per il piacere, per la prestazione del momento e non per una gratificazione esterna. Non c'era controllo del percorso: ogni podista era responsabile del proprio comportamento.
Il passaparola di queste “gare sociali” faceva arrivare altri podisti della zona che si univano alle nostre “sfide”.
Queste prove avevano nel tempo assunto un'importanza particolare e valevano come opportunità di allenamento specifico.
In primavera e in estate, anche quando era passata l'emergenza del blocco del traffico, le gare in pista le facevamo a volte tra di noi, accordandoci preventivamente sulla distanza ed il ritmo.
In occasione di una trasferta a Boston per la maratona del 1986, parlando con l'australiano Rob De Castella, ho scoperto che anche da loro le gare nascevano con questa spontanea modalità, sia per i cross, ma specialmente per le prove in pista.
Io penso che si possa procedere allo stesso modo anche nelle circostanze attuali, condizionati dall'impossibilità di assembrarci in numeri rilevanti. Penso che non è vicino il momento in cui si potrà partecipare a manifestazioni podistiche, ma considerando che gli allenamenti collettivi potranno essere svolti prima, ci si ritroverà in piccoli gruppi per tornare a vivere l'emozione della competizione ed anche per ritrovare una buona forma in vista delle (eventuali) gare.

orlando



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Commenti

Qui a a Londra e in Inghilterra possiamo continuare a correre visto che l’attività sportiva giornaliera è stata subito considerata essenziale. Dobbiamo farlo da soli e a minimo due metri dagli altri che non è sempre facile. Nel mio club c’è la moda del segmento Strava. Se ne sceglie uno al giorno a volte breve a volte più lungo o in salita e si fa una specie di crono individuale. Ammetto che non mi ci riesco ad appassionare ma per molti funziona. La domenica poi mettiamo la canotta sociale alla finestra e il gioco è scoprirne e confarne il più possibile durante l’uscita domenicale. Che si fa per non annoiarsi!

MarcoS17/04/2020 08:25:41

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